Zingales e quella nomina che non piace

Zingales

Luigi Zingales (giornalettismo.com)

Luigi Zingales è probabilmente il più autorevole economista italiano vivente e uno dei più importanti della storia del Bel Pese. Il suo curriculum è semplicemente strabiliante: laurea in economia summa cum laude alla Bocconi di Milano, dottorato di ricerca in economia al Massachusetts Institute of Technology, insegnante alla Chicago Booth School of Business. Nel 2003 vinse il Bernacer Prize come miglior economista europeo sotto i 40 anni, nel 2012 la rivista Foreign Policy l’ha inserito nella lista dei cento pensatori più influenti al mondo (l’unico italiano insieme a Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea). Eppure, secondo alcuni, Zingales ha compiuto un passo falso non indifferente.

TU QUOQUE ZINGALES ? - Nel giro di rinnovi di quasi tutti i vertici delle principali aziende pubbliche compiuto dal Governo guidato da Matteo Renzi, Zingales è stato nominato nuovo consigliere d’amministrazione dell’Eni. E il professore ha deciso di accettare. C’è però un piccolo particolare. Zingales, come ogni buon liberista, è favorevole alla privatizzazione delle imprese statali. Ed entrare dentro il consiglio d’amministrazione di una grande azienda pubblica come Eni grazie alla nomina dell’organo pubblico per eccellenza – il Governo – stride con quello che è stato il pensiero di Zingales fino ad ora.

UNA SCELTA CONTESTATA - Il professore era consapevole che tale decisione avrebbe fatto storcere il naso a molti. Sul suo profilo facebook ha così motivato la sua scelta: «Come privato cittadino, io rimango a favore delle privatizzazioni delle imprese statali, a partire dall’Eni. Ma questa è una decisione politica che spetta al ministro e al Governo, non ai consiglieri di amministrazione. Che sia in procinto di essere privatizzata o no, qualsiasi impresa statale deve essere gestita bene. Ed il mio compito, come consigliere è proprio quello di assicurare che la gestione della società sia volta a creare il massimo valore possibile», «Scegliendo me, come indipendente nominato dalla lista di maggioranza, penso che il Governo voglia dare un segnale chiaro di come intende gestire l’Eni: in modo trasparente e senza interferenze politiche. Sui principi non mi presto a compromessi». Tali parole, però, non hanno soddisfatto alcuni dei suoi (ex?) fan: «Caro Prof, diciamo che i soldi facili piacciono a tutti», «Professore, ma non faceva prima a dire “per soldi”? Ci risparmiavamo una trentina di righe… le nomine di stato sono una porcheria, è inutile fare i giocolieri di parole, rimangono sempre una porcheria», «Ma una volta non bastavano 30 denari?», «Adesso potrà fare il liberista con pubblico denaro», « sì sì vabbé.. so’ tutti liberisti a casa degli altri».

Zingales

Emma Marcegaglia (mytrend.it)

CHI HA RAGIONE? - Se le aziende pubbliche italiane avessero sempre avuto consiglieri d’amministrazione preparati e seri come Zingales, probabilmente le aziende pubbliche italiane sarebbero un’eccellenza non solo in Europa ma nel mondo intero. Il problema è un altro, e riguarda la futura credibilità del professore. Come farà adesso Zingales a parlare di privatizzazioni? Oltre alle facili battute che susciterebbe una presa di posizione in tal senso, nessuno lo prenderebbe sul serio. Ed è un peccato proprio perché di persone oneste ed estremamente capaci come Luigi Zingales da ergere a esempio per i più giovani, questo paese ha un gran bisogno.

CHE BEL PRESIDENTE - Ad ogni modo, adesso Zingales ha accettato e bisogna solo sperare che lavori bene. Per capire se sarà portatore di una ventata di novità e di un modo di fare diverso rispetto al passato, basterà molto poco. Sarà sufficiente capire cosa pensa della nomina di Emma Marcegaglia alla presidenza dell’Eni. La Marcegaglia, infatti, ha lavorato presso l’azienda di famiglia come consigliere e amministratore delegato. Proprio l’azienda fondata nel 1959 da Steno Marcegaglia, però, nel 2008 patteggiò una pena pecuniaria di 500mila euro e 250mila di confisca. Antonio Marcegaglia, fratello di Emma, patteggiò una condanna per corruzione. La cosa divertente (o tragica, scegliete voi), è che tale condanna fu la conseguenza di una tangente da 1 milione 158mila euro risalente al 2003 che Marcegaglia spa fece indovinate a chi? A Enipower, la società di Eni per le attività di generazione di energia elettrica. La stessa Eni che oggi è guidata da Emma Marcegaglia. Cos’ha da dire Zingales a questo proposito? Non si sente a disagio a stare a fianco della ex presidente di Confindustria? Se rispondesse a queste domande, tutte le persone che lo stimano gli sarebbero grate.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: tempi.it; giornalettismo.com ; trend-online.com

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