Zidane e Henry, il doppio volto della Francia

I fuoriclasse a confronto. Quando due carriere formidabili sono unite da un destino simile

di Marco Federici

Due storie di vita incredibili, due personaggi vincenti uniti dalla nazione che hanno rappresentato e che rappresentano tutt’oggi, quella Francia che li ama ma che per episodi analoghi li ha  giudicati e criticati.

Berlino 2006, è la finale del mondiale, l’ultima partita di Zidane con la maglia dei blues. Siamo ai tempi supplementari e il capitano francese, provocato da Materazzi, colpisce con una testata in pieno petto il difensore italiano. Espulsione, mondiale perso ai rigori ed una splendida carriera macchiata indelebilmente da infinite polemiche e da un gesto non consono al campione conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

Parigi 2009, spareggio per accedere al mondiale, ai tempi supplementari il capitano francese Thierry Henry aggancia la palla destinata a finire sul fondo, aiutandosi con il braccio, serve al centro Gallas che di testa porta in vantaggio la Francia ed esclude dal mondiale l’Irlanda di Trapattoni. I transalpini accedono alla fase finale della competizione, ma le polemiche investono l’attaccante del Barcellona, reo di aver compiuto un gesto antisportivo e sleale. Henry dopo alcuni giorni si difende dalle accuse ricevute, scusandosi per l’accaduto e attaccando la federazione francese per averlo abbandonato in un momento delicato. Nella conferenza il capitano dei blues ha anche detto di aver seriamente pensato di abbandonare la nazionale e che soltanto l’amore per la sua nazione lo ha convinto a rimanere e a sfidare chi gli ha puntato il dito contro.

Due destini simili quelli di Henry e Zidane, due campioni dentro e fuori dal campo che in un attimo, in un gesto, hanno visto la propria carriera cambiare volto, smascherando dei lati oscuri apparentemente inesistenti. La fama e la gloria di cui hanno sempre goduto si sono rivelate un’arma a doppio taglio, portandoli ad essere giudicati dal mondo intero.

Il gesto di Zidane è assurdo e incomprensibile, ma la sua infinita classe non potrà mai essere cancellata. I suoi gol, i suoi tocchi e le sue vittorie rimarranno nella storia del calcio, come l’immagine del numero 10 della Francia che lascia il campo sfilando mestamente accanto alla coppa del mondo.

Thierry  Henry ha stoppato la palla con la mano, ha continuato a giocare e ha permesso alla sua squadra di vincere una delle partite più importanti della sua recente storia. L’esultanza dopo il gol è stata forse eccessiva ma umana e comprensibile. L’errore clamoroso è dell’arbitro e non del capitano francese.

E poi parliamoci chiaro, quanti di noi al suo posto sarebbero andati dall’arbitro a far annullare il gol???

Il calcio è passione, tecnica e ragione, tre doti che due dei più grandi giocatori della storia del calcio ci hanno insegnato. Zidane e Henry sono stati e continueranno a essere l’essenza del calcio poi, ovviamente, ad alzare le coppe speriamo continuino ad essere altri fenomeni, quelli con la bandiera italiana sul petto.

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