WhatsApp: le regole (violate) del social

Whatsapp gratis su computer

WhatsApp non è per tutti: minori, filo-terroristi e pornografi non dovrebbero avere accesso al social

RomaNiente WhatsApp ai minori di 16 anni. Questo è il divieto imposto dal social più famoso tra i giovani e i giovanissimi a buona parte dei quali dovrebbe esserne impedito l’accesso e l’uso in ragione della mancata soglia di età.

Invece, come racconta IlMesaggero.it, secondo un sondaggio eseguito da Mec-Skuola.net, il 70% dei ragazzi di età inferiore ai 16 anni utilizza la chat quotidianamente.

I DIVIETI DI WHATSAPP – Simile divieto esisterebbe anche per gli utenti collegati da paesi ritenuti dalla Casa Bianca ‘simpatizzanti del terrorismo’ e così pure per gli account che divulgano contenuti pornografici, razzisti o osceni in varia misura. Tutti divieti che vengono raggirati o sono semplicemente sconosciuti agli utenti giacché, al momento della registrazione, in pochi si soffermano a leggere le modalità di utilizzo del social.

UTENTI IGNARI – Sicché circa 700 milioni di persone approdano alla chat senza avere davvero cognizione di quel che si può fare o senza essere bloccate qualora violino il regolamento accettato al momento dell’iscrizione dell’account.

Secondo le norme decise da WhatsApp, infatti, il servizio è fruibile solo agli utenti dai 16 anni in su, poiché l’azienda non si assume la responsabilità di disporre della privacy dei minori i cui dati sensibili ed informazioni personali non possono essere conservati né utilizzati secondo la norma vigente in materia di ‘trattamento dei dati’.

Detto in altri termini: l’azienda di Mark Zuckerberg non ha la facoltà di registrare i dati di minori per pratiche commerciali e di confronto con le statistiche-utente di Facebook. Niente pubblicità al bimbo quindi, a meno che non sia legalmente emancipato e pienamente capace di comprendere le condizioni di utilizzo del social.

L’utente, dunque, nel momento dell’accettazione delle modalità di uso dichiara esplicitamente di avere raggiunto il sedicesimo anno di età. Qualora la dichiarazione risultasse fallace, l’account è soggetta a immediata chiusura.

REGOLE ANCHE PER I SEDICENNI –  Inoltre l’utente sedicenne, pur avendo l’età richiesta dalla chat per la fruizione del servizio, non essendo ancora  maggiorenne, deve comunque disporre dell’autorizzazione dei genitori o del tutore legale per l’uso del servizio. L’azienda considera l’autorizzazione degli adulti come data e in essere nel momento in cui l’utente sedicenne accetta le condizioni di servizio.

Regole chiare dunque malgrado quel 70% di minori che non dovrebbe avere accesso a WhatsApp.

Chantal Cresta

 

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