Voto: approvato il decreto firme. Via libera dell’Agcom alla par condicio

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L'Agcom ha varato il regolamento sulla par condicio per le prossime elezioni politiche

Roma – L’Agcom ha varato all’unanimità il regolamento sulla par condicio da osservare durante la prossima campagna elettorale, che si concluderà con il voto del 24 e 25 febbraio. Il provvedimento era stato evocato da più parti, soprattutto alla luce dell’offensiva mediatica che ha visto Silvio Berlusconi prendere parte a trasmissioni pubbliche e private.

Rispetto alla bozza elaborata negli scorsi giorni il provvedimento che regola la par condicio, prevede alcuni elementi aggiuntivi. Tra queste le norme che dispongono delle regole anche per i soggetti che non partecipano direttamente alla competizione elettorale, primo fra tutti Mario Monti. L’articolo 7 infatti prevede che le presenze di questi soggetti, seppur non candidati, all’interno dei programmi di informazione siano equiparate quelle dei candidati, e inoltre che tali soggetti non possano prendere parte ai programmi di intrattenimento.

Polemico sul voto Pierluigi Bersani, candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni. Bersani ha criticato la presenza di Berlusconi nei programmi Rai, e afferma di non avere alcuna intenzione di prendere parte a Porta a porta e a Unomattina come ha già fatto il cavaliere. Giorgio Merlo, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai ha chiesto il rispetto delle disposizioni varate dall’Agcom. «Berlusconi, come qualunque altro esponente politico, non può sfuggire a questo richiamo – ha affermato Merlo -. All’Agcom chiediamo solo questo. Rispetto rigoroso delle regole e sanzioni per chi le viola».

È sempre oggi poi, la notizia che il Senato ha approvato in poco tempo il decreto che riduce la soglia di firme da presentare per poter prendere parte alle prossime elezioni politiche. La riduzione oggetto dell’approvazione odierna è del 75%. A questo punto potranno tirare un sospiro di sollievo il Movimento Cinque Stelle e la lista degli Arancioni che in quanto forza extraparlamentare dovranno presentare ora trentamila firme. Riduzione ulteriore del 60% invece per quei partiti che invece alla data di entrata in vigore del decreto sono costituiti in gruppo parlamentare, almeno in una delle Camere.

Angela Piras

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