La Taverna M5s cacciata da Tor Sapienza e quei contestatori del Pd

La rabbia dei cittadini di Tor Sapienza non si placa nemmeno quando davanti a loro arriva Paola Taverna, parlamentare del M5s, romana verace come i residenti del quartiere che da oltre una settimana ha i riflettori puntati dopo i tumulti contro gli immigrati del centro di accoglienza per minori stranieri. Paola Taverna è una di loro. «Abito a cento metri da qui» dice ai contestatori che però non sembrano disposti ad ascoltarla.

PAOLA TAVERNA UNA DELLA PERIFERIA

Nata a Quarticciolo e residente a Torre Maura, a pochi isolati da Tor Sapienza. Anche lì i problemi sono gli stessi. Paola Taverna guida la delegazione del M5s che decide, malgrado qualcuno lo avesse sconsigliato, di andare a parlare con i residenti e comitati di quartieri. Brutta idea a vedere le immagini dell’incontro: malgrado la pentastellata non abbia avuto problemi nel calarsi nell’atmosfera infuocata del quartieri e nel mettersi a pari livello con i residenti, fosse pure solo dal punto di vista linguistico, la deputata grillina è stata apostrofata nel “peggior” dei modi:  ”sei un politico!”

Io non sò politico e tu nun te poi permette de chiamamme politico, io nun so senatrice, me devi chiamà Paola e non sono venuta qua per fare campagna elettorale.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. “Noi non vogliamo esponenti politici. Non vogliamo l’accattonaggio dei voti”. E così, dopo il sindaco Ignazio Marino, i romani di Tor Sapienza cacciano anche la senatrice del M5S Paola Taverna e la delegazione di pentastellati, in visita con lei nella periferia di Roma.

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FORMIGLI E LA CONTESTATRICE ESPONENTE DEL PD 

Un’accoglienza che Paola Taverna immaginava ad alto rischio ma che sperava di gestire. Ma è difficile quando all’esasperazione di un quartiere si somma anche una sorta di “strategia della tensione” volta a tenere puntati i riflettori il più a lungo possibile. Giusto il tempo di vedere una via illuminata, qualche volante dei carabinieri in più e qualche immigrato in meno. Perché tanto poi la situazione torna com’era, lo sanno tutti.

Le immagini della contestazione alla senatrice vengono mandate in onda ieri sera a Piazza Pulita di Corrado Formigli.

Dunque se la grillina non è stata accolta su un tappeto rosso dai cittadini è perché, secondo Tze Tze, Paola Taverna è stata oggetto di contestazione da parte di UNA candidata ed esponente locale del Pd. Ma non è proprio così. Le urla, i battibecchi, e i “te ne devi annà” sono arrivati da più parti e basta fare una piccola ricerca sul web per trovare altri video (qui quello del Fatto Quotidiano).

“Non venite a fare politica qua”, “il quartiere è abbandonato da quarant’anni e mo’ si fanno vedere tutti”, “fate schifo tutti”, sono stati gli slogan urlati da un gruppo di persone, ma tra loro effettivamente anche una delle portavoce del comitato, Sandra Zammataro, dettaglio che Formigli salta.

LA RIUNIONE CON IL PD DEI CONTESTATORI 

Ma la trama si infittisce quando nel mare magnum della Rete arriva una segnalazione da un utente.

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Una semplice segnalazione che andrebbe comunque verificata. Invece, giusto per tirare acqua al mulino M5s, viene presa a priori come veritiera e postata anche da Beppe Grillo. “Sapete cos’hanno fatto i venti cittadini che ieri hanno contestato Paola Taverna (unica ad averci messo la faccia, senza scorta né auto blu)? Quegli stessi che urlavano: “Noi i politici non li vogliamo”. Lo sapete? Ve lo diciamo noi”.

Ed ecco che magicamente la contestatrice del Pd si trasforma in numero 20 contestatori e che la protesta è stata “organizzata” dai rivali politici del M5s.  Il gruppo si sarebbe riunito in gran segreto col PD, con il presidente del Municipio per l’esattezza.

Chissà quale altra dietrologia verrà fuori. Sicuramente il M5s avrebbe fatto miglior figura incassando il “vaffa” di Tor Sapienza come sembra aver fatto la stessa senatrice nel post pubblicato sul blog di Grillo (ma che deve mettersi d’accordo con gli altri del M5s sui numeri visto che lei parla di 2 controigure) e cercando solo di capire che oggi, con i residenti di quel quartiere, non si possono usare parole ma solo fatti: soluzioni tangibile e immediate per risollevare dal degrado una delle tante realtà romane e italiane.

Valentina Gravina

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