VIDEO – Sara Tommasi nuda di nuovo per Marra: subito censurata

Sara Tommasi (tempolibero.blogosfere.it)

Il dubbio, lecito, è che del signoraggio bancario primario e secondario non interesserà molto a tutti coloro che guarderanno il video. Fatto sta che la showgirl Sara Tommasi e il suo mentore Alfonso Luigi Marra sono tornati alla carica con un nuovo video che non lascia davvero nulla all’immaginazione.

La Tommasi, capigliatura nera e “coperta” solo da due cuori tatuati all’altezza del seno e dell’inguine, appare nella classica schermata dei video di Alfonso Luigi Marra, contornata dalle pubblicità dell’ormai libro cult Il labirinto femminile e da riferimenti ad altri video e siti.

Sullo sfondo appare Pierferdinando Casini in un’intervista del 2009, per la quale, parole della Tommasi, «è stato necessario ricorrere alla mia nudità per divulgarlo». Nel video in questione, a cui verrà restituito l’audio a fine filmato, Casini parlerà di pluralismo e di possibilità di espressione offerta ad Alfonso Luigi Marra, «a dimostrazione che il signoraggio bancario ha voce in capitolo nella campagna elettorale» dell’allora Udc.

Il video è stato censurato sul sito stopbanche.com, ma è prontamente riapparso sulla pagina marra.it e su Dailymotion. La Tommasi continua quindi imperterrita nel suo tentativo di attirare a colpi di nudo l’attenzione della gente sui temi sollevati da Marra ormai da diversi anni. Come dire: almeno fino ad un po’ di tempo fa le banche ti lasciavano in mutande. Adesso nemmeno quelle.

Francesco Guarino

IL NUOVO VIDEO DEL NUDO INTEGRALE DI SARA TOMMASI PER ALFONSO LUIGI MARRA:


Sara Tommasi nuda contro Casini e il signoraggio di f100001051367501

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3 Risponde a VIDEO – Sara Tommasi nuda di nuovo per Marra: subito censurata

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    io 08/06/2012 a 20:00

    ,,,io devo dire la verità che non ho ascoltato molto quello che diceva, ero troppo distratto dal resto,,,

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  2. avatar
    lina 05/11/2012 a 18:59

    Forse è stata una premonizione di Marra, o forse Berlusconi ha accolto il suo invito, ma Marra, venerdì scorso, 26 ottobre 2012, da Vero TV, ha lanciato a Berlusconi una fervente ‘implorazione’ a revocare l’appoggio a Monti e a impugnare i simboli della lotta al signoraggio e al potere bancario. Marra ha anche aggiunto che è un’idiozia che Monti ha aumentato il prestigio dell’Italia all’estero, perché la verità è che Monti è contiguo ai poteri bancari che dominano la politica e i media europei e mondiali, ai quali ha venduto l’Italia, per cui è ovvio che costoro tessono le sue lodi. Berlusconi, invece, nonostante abbia lui stesso una banca, non è contiguo al potere bancario, che infatti non lo accoglie nei suoi ‘salotti buoni’ e lo avversa e lo ridicolizza.
    Com’è noto Berlusconi, il giorno dopo, sabato 26 ottobre 2012, ha preso le distanze da Monti e si è scagliato contro i criminali ‘sorrisetti’ dei leader europei contro di lui.
    Marra si augura ora che Berlusconi si schieri contro il signoraggio. Dopodiché, ha detto Marra: «Che si condivida o no il suo passato, vincerà le elezioni e conquisterà un posto d’onore nella memoria collettiva».

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  3. avatar
    marco 16/01/2013 a 19:52

    Marra: mia nota alla DIGOS, ma del 30.7.12, circa le ‘accuse’ che fa ora De Vincenzo in relazione a Scarpat, e il sostegno di cui costui gode da parte del ‘popolo dei cocainomani’ e dei depravati.
    Nel riportare di seguito la mia nota alla DIGOS del 30.7.12 in cui chiarisco – da allora – la questione di Scarpat, rispondo che non concordo affatto con chi dovesse ritenere che ho sbagliato io perché non avrei dovuto mettere le mani in una tale fogna.
    Come ideologo e come politico era infatti necessario che lo facessi, ho fatto benissimo a farlo, e sono intenzionato ad andare avanti perché questa vicenda, ad di là di De Vincenzo, è densa di gravi implicazioni sociali, culturali, morali e istituzionali.
    L’anomalia, cioè, è che un personaggio simile, peraltro dopo anni di indagini della DIGOS su svariati fatti (a partire – come riferitomi da fonte accreditatissima – dallo sfruttamento della prostituzione e altro) non abbia ancora subito dalle istituzioni nemmeno un graffio, goda di amicizie influenti, si senta e si dichiari intoccabile in virtù delle protezioni di cui si vanta, guadagni grandi somme dai suoi crimini, e sia insomma praticamente un ‘uomo di mondo’..
    Detto in altre parole, la rete di protezione di cui gode è proprio dovuta al fatto che è un cocainomane e un depravato, di tal che, proprio per questo gode delle simpatie di un numero enorme di persone, perché la cocaina è trasversale alla normalità al punto che un partito che, se si candidasse, vincerebbe le elezioni, è quello dei cocainomani.
    Una parola, cocainomane, che racchiude tutto, ogni forma di abiezione, perché la mia esperienza di questi anni specie a Milano mi ha messo di fronte al fatto che c’è un numero incalcolabile di persone che sembrano normali ma sono invece bacate fino alle ossa e dedite alle forme più incredibili di perversione in virtù di prassi che si consolidano nelle loro vite giorno per giorno negli anni: persone ‘normalissime’ che si prostituiscono insieme alle mogli o alle fidanzate, padri di famiglia che si vendono, e via via proseguendo fino a quelli che, come De Vincenzo, prendono la via della criminalità vera e propria..
    Un quadro in cui finanche De Vincenzo, per quanto mi ripugni, merita una certa considerazione, perché alla fin fine è anche lui una vittima, perché – dulcis in fundo – la cultura della cocaina è una cultura indotta dal potere economico per fini di dominio con la collusione culturale, e sovente materiale, della magistratura, delle polizie, della politica e dei media, che, se davvero volessero, saprebbero come stroncarla in un momento, ma ne sono esse stesse vittime perché anche tra esse sussiste naturalmente lo stesso numero di drogati che ci sono in tutte le categorie, e soprattutto, tacere, far finta di nulla, fa parte del gioco, se a quel gioco, un gioco mostruoso, vogliono partecipare. Ecco così che De Vincenzo, in quanto drogato e depravato, ha molti più amici di me e gode di molto più consenso di quanto ne abbia io che la droga e la depravazione le combatto.
    Sì perché la cosa più terribile, cari cittadini, è che la cultura della droga non è una cultura di cui sono pervasi solo quelli che si drogano, ma è la cultura che ha prevalso in tutte le espressioni della vita civile, sicché si è imposta come cultura di tutti..
    Alfonso Luigi Marra

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