VIDEO – Napolitano giura e si commuove: il discorso integrale

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Giorgio Napolitano, il discorso al Parlamento del rieletto Presidente della Repubblica (foto da milanotoday.it)

Roma - Con il giuramento e un lungo discorso alle Camere, riunite in seduta congiunta a Montecitorio, è ufficialmente iniziato il nuovo settennato al Quirinale di Giorgio Napolitano (la diretta Twitter dell’intervento).

Questa rielezione «sottopone a seria prova le mie forze», ammette subito Napolitano, ma «resterò in carica finché sarà necessario e avrò forze». Tutto il Parlamento applaude più volte al discorso, tranne i grillini che, come annunciato, restano a braccia conserte durante l’intero discorso.

Dopo i ringraziamenti a chi ha voluto accordagli la fiducia, arrivano le bacchettate ai partiti e le richieste di riforme e di rinnovamento, con la preghiera che l’interesse comune possa finalmente prevalere su  «contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi».

Napolitano fa preciso riferimento alla mancata riforma elettorale. Definisce la mancata revisione di quella legge come qualcosa di imperdonabile e come una delle principali cause dello scatenarsi di «una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell’abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare».

Preannunciando quella che sarà la composizione del futuro governo, Napolitano spiega che «i risultati complessivi delle elezioni indicano tassativamente la necessità di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese più ampie per problemi di comune responsabilità istituzionale».

Una parte del discorso è poi dedicata al Movimento 5 Stelle, vero protagonista delle ultime elezioni politiche. Il Presidente Napolitano ha espresso reale apprezzamento per l’impegno mostrato dai neo eletti alla Camera e al Senato del movimento di Grillo, ma ha poi ammonito che la strada deve essere quella di «una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento». «La Rete – continua Napolitano – fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c’è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del metodo democratico».

IL DISCORSO INTEGRALE

Davide Lopez
@davidelopez1986

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