VIDEO: La banana della discordia, Roberto Carlos minaccia il ritiro

Poco ma sicuro, la banana arrivata in campo non voleva essere un tributo allo straordinario calcio di punizione con cui Roberto Carlos incenerì Barthez nella Confederation Cup del 1997. Una traiettoria impossibile ed arcuatissima, che divenne immediatamente “la banana”.

Roberto Carlos: è la fine di una blasonata carriera? (calciomercato.com)

Quella lanciata dagli spalti dello stadio del Samara, in Russia, nella partita tra la sua Anzhi Makhachkala e la formazione locale, era una banana di scherno. Un gesto razzista, avvenuto già altre volte nel corso dell’avventura russa del giocatore, una delle quali addirittura contro il blasonato Zenit San Pietroburgo, a suo tempo allenato da Luciano Spalletti.

Sul 3-0 per l’Anzhi Makhachkala – e a tempo ormai scaduto – un tifoso ha lanciato il frutto della discordia dagli spalti, mancando il brasiliano di pochi centimetri. L’arbitro ha interrotto il gioco per controllare l’accaduto, mentre Carlos liberava il terreno di gioco dalla banana. Dopo una prima reazione orgogliosa, il terzino ha però mostrato sconforto ed è uscito dal campo scuotendo la testa e facendo segno alla tribuna che era la terza volta che gli capitava.

Gli abbracci dei compagni e dell’allenatore sono stati una magra consolazione per Roberto Carlos, che, dopo questo indegno gesto, medita seriamente il ritiro: al quotidiano Sport Express ha dichiarato di essere profondamente deluso e di non sentirsi più motivato a scendere in campo, aggiungendo che «atti del genere non dovrebbero nemmeno essere contemplati nei Paesi civili». Una carriera monumentale (una Coppa del Mondo, due Coppe America, tre Champions League, due Intercontinentali, quattro campionati spagnoli e decine di altri titoli) che potrebbe scivolare nel dimenticatoio per colpa di una squallida banana piombata in campo dalle tribune. L’amore per il calcio. che lo porta a scendere ancora in campo a 38 anni rischia di cedere il passo all’odio.

Sergei Fursenko, presidente della Federcalcio russa, ha promesso di utilizzare la mano pesante contro il razzismo e contro il protagonista del misfatto. Collaborazione è stata offerta anche dal club di Samara, che ha presentato le sue scuse promettendo di «fare tutto il possibile per trovare e punire il mascalzone che ha insultato questo calciatore meraviglioso e rispettato».

Brutte notizie arrivano però dalla polizia della regione di Samara: è infatti improbabile che il lanciatore della banana possa essere perseguito, poiché «nella regione nessuna responsabilità legale è contemplata per lancio di banane o altri oggetti sul terreno di gioco».

Redazione

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