VIDEO – FOTO Isis: gay gettati dal tetto, lapidazioni e crocifissioni

L'Isis non si ferma: due gay gettati dal tetto di una torre, una donna lapidata per adulterio e due rapinatori crocifissi e fucilati. Video e foto dal web

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Uno dei due uomini barbaramente ucciso dall’Isis perché gay (Foto via Twitter)

L’orrore infinito. L’Isis, dopo il video del bambino killer di soli 10 anni, continua a perpetrare il regime di terrore attraverso terribili applicazioni di sommarie sentenze di morte. Nelle ultime ore giungono altri terribili esempi di come lo Stato Islamico utilizzi il proprio pugno duro su tutti coloro che vengono giudicati degni di pena di morte, secondo la loro applicazione del Corano. A suscitare grande sdegno sono le immagini di due uomini gettati dal tetto di un palazzo perché gay, la lapidazione di una donna ritenuta colpevole di adulterio e la tortura tramite crocifissione a due iracheni accusati di rapina. Come al solito sono stati diffusi diversi video di propaganda dell’accaduto, ma la censura del web sembra essere intervenuta prontamente. Non abbastanza da privarci della testimonianza della follia fondamentalista. Seguono contenuti video e foto esplicite. Preghiamo i soggetti impressionabili di non proseguire nella lettura.

DUE GAY LANCIATI DAL TETTO DI UNA TORRE - Tutti i fatti documentati sono avvenuti nelle scorse ore nella provincia irachena di Ninive. Le immagini più forti riguardano la morte di due omosessuali. Condannati a morte perché gay, accusati di sodomia e barbaramente uccisi: le immagini sarebbero delle scorse ore, e mostrano gli uomini bendati e precipitati dal tetto di un’alta torre nella provincia irachena. I due sono deceduti nello schianto, dopo un terribile volo di diverse decine di metri. Ad attenderli, oltre alla morte, c’era una folla trepidante. Nel video di Fox News una raccolta delle terribili foto che documentano l’accaduto e le altre barbarie dell’Isis a Ninive.


LA LAPIDAZIONE DELL’ADULTERA - Lungo la strada del terrore e della barbarie dell’Isis si incontrano altre immagini tristemente consuete. Sempre in Iraq, il califfato ha diffuso numerose foto di una donna sommariamente processata per adulterio e condannata alla lapidazione. Il corpo della vittima giace al suolo quasi sepolto dai sassi: l’identità della deceduta non è stata ancora resa nota. Ma le foto parlano più di mille altre parole.

CROCIFISSI E UCCISI PER RAPINA - Ultimo paragrafo del quotidiano capitolo della degradazione è la sentenza di morte per due uomini accusati di rapina. I due sono stati crocifissi in pubblica piazza, prima di essere sottoposti a lettura della sentenza di morte – la pena è stata l’essersi allontanati dagli insegnamenti del Corano. Al termine della lettura delle motivazioni, i presunti rapinatori sono stati uccisi con un colpo di pistola alla testa. Anche qui la barbarie del video dell’esecuzione è stata prontamente censurata, ma le foto inequivocabili sul destino degli uomini hanno già fatto il giro del mondo.

Gay, adultere, rapinatori. Dalle colpe di mancata omologazione sessuale ai canoni religiosi a quelle di reati più o meno comuni, per l’Isis non fa differenza. la pena è sempre e comunque la morte e l’imperativo è duplice: sbattere il mostro in piazza e l’orrore in prima pagina. Con video sempre più abominevoli e foto sempre più agghiaccianti. Siamo nel XXI secolo: ogni tanto giova ricordarlo.

Francesco Guarino @fraguarino

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