VIDEO Caso Orlandi: la telefonata di Ali Agca a “Chi l’ha visto”

Ali Agca è intervenuto telefonicamente nel corso del programma "Chi l'ha visto", dove Pietro Orlandi stava commentando la decisione della Cassazione

«Emanuela Orlandi è stata rapita per ottenere la mia liberazione, in accordo con il Vaticano. Il Papa Giovanni Paolo II e il presidente Sandro Pertini dovevano decidere della mia liberazione». Parole pesanti quelle dette ieri sera da Ali Agca, che come macigni sono piovute nello studio del programma televisivo “Chi l’ha visto”, dove Pietro Orlandi, fratello di Emanuela era ospite di Federica Sciarelli. Così l’ex membro dei “Lupi Grigi”, nonchè l’uomo che nel 1981 sparò a Giovanni Paolo II, torna per l’ennesima volta sul caso Orlandi, nel corso della puntata in cui si discuteva la recente archiviazione del caso da parte della Corte di Cassazione.

CHI È STATO? –  Alì Agca non ci gira troppo intorno, a ordinare il rapimento di Emanuela Orlandi «fu la Cia, con la collaborazione di qualcuno all’interno del Vaticano», mentre la stampa italiana per anni ha «santificato le menzogne di De Pedis e della Banda della Magliana». Un riferimento quest’ultimo alla pista che collegherebbe l’ex vertice dell’organizzazione malavitosa romana alla sparizione della cittadina vaticana, che Agca sembrerebbe bollare come fuorviante.

E LE PROVE? – Il problema, come fa notare la Sciarelli in studio è che, oltre alla scarsa credibilità di cui gode, Ali Agca ormai interviene a fasi alterne sul caso Orlandi, senza tuttavia mai portare prove in grado di sostenere le sue “verità”. Lo stesso Pietro Orlandi ha raccontato ieri di aver già sentito queste dichiarazioni da Agca, quando i due si incontrarono a Istanbul e l’ex terrorista gli promise che presto gli avrebbe mandato i documenti necessari. Che non sono mai arrivati.

ANCORA NESSUNA VERITÀ – Con la decisione presa dalla Cassazione sembrano spegnersi tutte le speranze di arrivare ad una svolta relativa alla sparizione di Emanuela Orlandi.  La suprema corte ha difatti respinto il ricorso della famiglia contro l’archiviazione della procura di Roma, a trentatrè anni dalla scomparsa della ragazza, figla di un messo della prefettura della Casa pontificia, dopo che si era recata alla scuola di musica nel complesso di Sant’Apollinare. Un caso per cui al momento sono indagate sei persone, tra cui monsignor Pietro Vergari, ex rettore della Basilica di Sant’Apollinare, colui che diede l’autorizzazione per la sepoltura di Enrico de Pedis nella chiesa romana.

Carlo Perigli

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