VIDEO – Bambini di 8 anni lottano in un club, shock in Inghilterra

Ha fatto il giro del mondo in poche ore il video di match di arti marziali miste nel Greenlands Labour Club di Preston, nel Lancashire in Gran Bretagna, nel quale due bambini di 8 e 9 anni combattono nell’arena a mani nude. Combattimenti all’interno di una gabbia, sulla scia dei cage match resi famosi dalla UFC (Ultimate Fighting Championship), un’organizzazione di arti marziali miste statunitense che è arrivata anche sulla tv italiane grazie alla spettacolarità, ma soprattutto alla violenza dei suoi combattimenti.

I due piccoli fighter a centro ring (parentdish.co.uk)

I minorenni del video si affrontano per dieci minuti per intrattenere il pubblico pagante. L’arbitro segue il match, ma la cosa che scandalizza è l’assoluta mancanza di protezione offerta ai bambini, che lottano a corpo libero – secondo le regole delle arti marziali miste – senza neanche un caschetto di protezione che persino i pugili dilettanti olimpionici utilizzano.

Nel video sottostante si vede l’ingresso sul ring dei due bambini in puro stile show-business: felpa calata fin sugli occhi e passaggio tra due ali di folla ululanti, come nei grandi eventi di lotta libera o boxe. Il nome di battaglia di uno dei due bambini, il più piccolo, è “Lucas lo spaccaossa“.

Bufera sugli organizzatori, che però dicono di garantire un ferreo rispetto delle regole, proibendo calci o pizzichie consentendo solo delle prese corpo a corpo in sicurezza. Condanna immediata della British Medical Association, che punta il dito soprattutto contro la possibilità di traumi cranici. Steven Nightingale, lottatore professionista del Reps MMA gym di Preston, difende invece i combattimenti di MMA (Mixed Martial Arts): «Iniziano all’età di cinque anni e si basano sulle arti marziali. I ragazzini sono preservati dai colpi “veri” fino ai 14-15 anni e se hanno crisi emotive o piangono, l’assistente al corner interviene per interrompere il match». Una soglia ritenuta, chissà perché, stranamente ragionevole.

Michelle Anderson, proprietaria del Greenlands Labour Club, smorza le polemiche:«Non è la prima volta che succede, i bambini hanno combattuto già altre volte ed i loro genitori sono presenti. Preferireste vederli girare per strada con pistole e coltelli?».

Sono stati alcuni critici ad esasperare la situazione secondo la Anderson: la definizione di cage match è stata data da coloro che non vedono di buon occhio questo tipo di combattimenti, che si tengono in tutta l’Inghilterra in modalità codificate e che spesso mettono a confronto diverse palestre nell’ambito di tornei locali. «L’unica differenza – conclude la proprietaria del club – è che i nostri incontri avvengono in una gabbia, gli altri in normali ring».

Secondo quanto annunciato dal Greenlands Labour Club di Preston, i combattimenti non saranno interrotti dalla scia di polemiche. The show must go on. Soprattutto finché gli spettatori pagano 25 sterline a testa.

Francesco Guarino

IL VIDEO DEL COMBATTIMENTO TRA BAMBINI A PRESTON:

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