Vespa Raid to Armenia: da Trebisonda ad Ardanouch il viaggio continua

Trebisonda vista da balcone topaia

Trebisonda – Vista dal balcone della topaia

Nuova tappa del Vespa Raid to Armenia, il viaggio in Vespa di Marco e Viviana attraverso 5 Paesi.

TAPPA 5 - TREBISONDA – ARDANOUCH

RIPARTENZA - Ci svegliamo e, veloci come dei giaguari, usciamo alla velocità dell luce dalla topaia in cui abbiamo dormito la notte precedente. Carichiamo il Piaggio e partiamo per visitare il monastero di Sumela, autentico capolavoro di religione cristiana – ortodossa arroccato sulla parete di una montagna all’interno del rigoglioso “Milli Park”.

MONASTERO DI SUMELA - Copriamo i quaranta chilometri che separano Trebisonda dal monastero in quarantacinque minuti. Giunti all’ingresso del “Milli Park” la guardia fa segno di entrare senza pagare il biglietto. Arrivati alle pendici del monastero, parcheggiamo la Vespa dove finisce la strada carrozzabile e proseguiamo a piedi. La strada è tutta dissestata ed io mi diverto a far spaventare le signore davanti a me che mi precedono facendo volontariamente il classico rumore di quando uno scivola sulla terra in discesa. Dopo quindici minuti arriviamo al monastero. Paghiamo il biglietto di quindici lire turche pari a cinque euro. Saliamo una scalinata ripida sul lato della montagna e, una volta varcata una porta di pietra, il monastero si presenta in tutto il suo splendore. Sulla destra, è presente la struttura principale composta dagli spazi adibiti al clero mentre, alla sinistra, si ergono alcune strutture tra cui la panetteria, a casa del prete ed altre minuscole strutture in pietra. Ma, il pezzo forte, è la chiesetta recuperata nella roccia. Sia all’interno che all’esterno è completa affrescata con icone della tradizione cristiana – ortodossa.. È un luogo magico dove è forte la presenta di Dio. Concluso il giro al monastero, ritorniamo alle pendici e ci fermiamo a mangiare un piatto di kebap in un grazioso ristorante nel verde della foresta. Sono le tredici, è tardi, dobbiamo immediatamente ripartire. Oggi, la destinazione finale è Ardahan, nelle montagne caucasiche al confine con la Georgia,  a quattrocentociquanta chilometri di distanza da dove siamo noi.

monastero sumela

Il monastero di Sumela

LA STRADA PER ARDAHAN - Riprendiamo la strada costiera che da Trebisonda porta alla città di Hopa. La strada è molto veloce quindi proseguiamo con un ritmo serratissimo. Alle sedici e trenta arriviamo ad Hopa e svoltiamo a destra, direzione montagne del Caucaso. Da questo momento in poi dobbiamo seguire le infdicazioni per Artvin, importante città a sessanta chilometri da Hopa e cento da Ardahan. Da qui inpoi, la strada diventa montuosa con importanti salite e discese all’interno di un contesto mozzafiato. I paesaggi sono straordinari e, la natura, dimostra la propria forza espressiva nel saper combinare colori come un divino pittore. Arriviamo ad Artvin e facciamo rifornimento di benzina, indossiamo le giacche perchè saliremo di quota. Ripartiamo consapevoli del fatto che, davanti a noi, avremo cento chilometri di nulla sulla strada.

 monastero sumela

Particolare del monastero di Sumela

THIS IS THE END? - In discesa procediamo come una cometa e, la strada, sembra essere domafa dal Piaggio. Tuttavia, giunti ad un bivio, ci fermiamo per capire quale direzione prendere. Decisa la rotta, innesto la prima per ripartire ma il Piaggio rimane immobile. “Dannazione, la frizione è andata!”. La pedivella non ha più presa e, quindi, non avvia più il motore. Siamo nella m***a fino al collo. Samo in mezzo al nulla, sta facendo buio e, i primi segni di civiltà, sono venti chilometri alle nostre spalle o ad adottanta chilometri davanti a noi.

Cerchiamo di fermare qualcuno ma, solo dopo alcuni tentativi, si fermano due ragazzi sulla moto. Spieghiamo a gesti il problema e, anche loro, non sanno come risolverlo. Intanto Viviana, dopo altri vari tentativi, riesce a fermare un pick up e grazie all’intercessione dei due motociclisti riusciamo a trovare un passaggio sul cassone posteriore per la città di Ardanouch, distante 15 km dalla strada mediante una pista. Arrivati scarichiamo il Piaggio e ci sembra che il nostro arrivo in Paese sia l’evento dell’anno. I locali che si fanno avanti tentano di chiamare il meccanico della città ma giustamente dice di passare domani. A questo punto Vsp Italia ci dice cosa fare per la verifica del danno e consegurnte riparazione, se possibile. Intanto avviso Okan Dogan il quale, da Ankara, mi riferisce che sta organizzando il recupero di noi e del mezzo.

Alla fine, il giorno seguente saremo accompagnati a Trebisonda sopra una macchina. Nel frattempo, Vsp Italia contatta un altro vespista, che fortunatamente dista 160 km da me, chiedendogli se può venirci in soccorso. Dapprina manifesta la sua disponibilità a poi ritira tutto quanto detto in quanto in ritardo sul proprio giro. Va beh, meno male che ci sono i turchi. Andiamo a letto senza nangiare, come forma di autolesionismo. Tanto peggio di così cosa potrà succedere?

Marco D’Agostino

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Una risposta a Vespa Raid to Armenia: da Trebisonda ad Ardanouch il viaggio continua

  1. avatar
    dario 20/08/2014 a 17:53

    ecco il vespista che distava bensì 190km e non 160 come riportato, che avevo si dato mia disponibilità ma ignaro della distanza tra me e lui. per telefono da subito ho si detto che andavo ma al momento della partenza che ho visto da gps la distanza ho fatto due conti, dato che in ferie ci sono pure io e ero nella strada di rientro malgrado un infinità di problemi che ho avuto poi, ho richiamato subito dicendo che la distanza per me era un problema, e che avrei perso tra andare e ritornare un giorno intero sul mio tragitto. con il dispiacere che ho ribadito più volte ho proseguito per il mio percorso. solidarietà tra vespisti la ho tutta e chiunque mi conosce può confermare. ma in questo caso ho dovuto rinunciare per via della distanza. ciao e arrivederci.

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