Venezuela: Capriles sfida Maduro per il post Chavez

chavez

Henrique Capriles Radonski (foto via: www.patriagrande.com.ve)

Caracas – Scontri verbali tra Maduro e Capriles, i due sfidanti Venezuelani che si contendono il testimone del defunto Chavez. «E’ sceso in campo come un pazzo, incitando all’odio per giustificare una sconfitta sicura cui va incontro il 14 aprile»: Nicolas Maduro parte a testa bassa contro il candidato presidenziale dell’opposizione, Henrique Capriles Radonski, che, appena sceso in campo, ha subito accusato il governo venezuelano di non aver detto la verità sulla data della morte di Hugo Chavez. «Queste dichiarazioni hanno l’obiettivo di suscitare la sensibilità del nostro popolo e provocare violenza», ha detto ancora Maduro, che venerdì scorso ha giurato da presidente ad interim.

Nell’annunciare la sua candidatura, Capriles ha detto, rivolgendosi a Maduro: «Io non gioco con la morte e con il dolore. Tu, Nicolas, che mi stai guardando, sei stato capace di giocare con la speranza di un popolo. Chi lo sa quando è morto Chavez?», prima di accusarlo di aver «sommerso il Paese in una menzogna». Il quarantenne governatore dello Stato di Miranda ha accusato il chavismo di aver ordito «un piano perfettamente costruito», nel quale si è mentito sulle condizioni di salute di Chavez e sulla sua morte, perché «l’entourage» del defunto presidente è «assetato di potere» e per questo sta «usando il corpo del presidente per fare campagna».

Maduro ha prontamente risposto che «la famiglia (Chavez) si riserva di intraprendere azioni legali contro questo signore per le offese che ha lanciato riguardo alla vita e alla morte del comandante» e ora Capriles «dovrà vedersela con la legge, e poi non venga a dire che è un perseguitato politico, perché ha commesso il più grave errore della sua vita».

«Chavez è stato assolto dal popolo e dalla storia ed è stato elevato al rango di redentore dei poveri», ha proseguito Maduro con tono commosso, prima di annunciare che martedì prossimo l’Assemblea nazionale voterà una riforma costituzionale per permettere che il defunto presidente sia sepolto nel Pantheon nazionale, quando finora era necessario che fossero passati almeno 25 anni dalla morte di una persona perché meritasse questo onore. Per decisione della famiglia di Chavez, venerdì prossimo la salma di Chavez sarà portata dall’Accademia militare alla cosiddetta Caserma della montagna, dove il «comandante presidente organizzò il suo golpe fallito del febbraio del 1992, e che ora diventerà il Museo della Rivoluzione bolivariana.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.salon.com

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