Vendola prepara la valigia per il Canada: ma Sel in crisi non c’entra

Nichi Vendola ha sempre apprezzato il Canada, patria del suo compagno: ora si parla di un suo addio all'Italia

Nichi Vendola a fine mandato: ma l'addio all'Italia è prematuro

Nichi Vendola a fine mandato: ma l’addio all’Italia è prematuro

BARI – Nichi Vendola sarebbe pronto a lasciare l’Italia e trasferirsi in Canada, dove il suo compagno Ed Testa è nato, ha studiato e ha ancora legami. Così recitano alcuni articoli che mettono in piazza il malessere del leader di Sel e il suo scoramento, elementi che, secondo queste ricostruzioni, lo spingerebbero a lasciare l’Italia appena concluso il suo mandato da Presidente della regione Puglia, nella prossima primavera.

VECCHIE INFORMAZIONI – In realtà la polemica è sorta a partire da una dichiarazione vecchia di cinque anni, che Nichi Vendola rilasciò a una testata canadese: «Il Canada è una realtà che ha un mix straordinariamente avanzato di diritti sociali, individuali e umani. La destra canadese in Italia sarebbe considerata non dico di estrema sinistra, ma quasi». Un discorso vecchio, quindi, che non può essere collegato ai fatti più recenti ma che mantiene un suo valore per capire la mentalità del politico pugliese.

PROCESSI – Il leader di Sinistra ecologia libertà è stato anche soggetto ad alcune indagini e, al momento, è in attesa di una decisione legata al processo Ilva. Nel 2012 l’indagine su un problema legato alla gestione e alle nomine della sanità pugliese si era risolto con un non luogo a procedere, quindi neppure di processo si può parlare; il caso Ilva, invece, rischia di essere lento e snervante, anche perché la famiglia Riva ne ha chiesto lo spostamento ad altra sede.

tsipras

Sel in crisi, così Nichi Vendola

CRISI DI SEL – Con dodici deputati in uscita, alcuni dei quali hanno formato Led – Libertà e Diritti, socialisti europei – Sinistra ecologia libertà è indubbiamente un partito che soffre, soprattutto ai piani alti; la probabile nomina di Arturo Scotto a capogruppo, in sostituzione del transfugo Migliore, dovrebbe aiutare a svoltare pagina, ma la direzione che prenderà il partito di Nichi Vendola, ora diviso tra chi guarda comunque al dialogo dentro il centrosinistra, distrutto l’anno scorso dal Pd, e tra chi è più interessato a sviluppare il percorso aperto con le liste Tsipras, non è ancora chiara.
In questo difficile quadro, quindi, le stanchezze di Vendola sono evidenti: dipingerlo, però, come già pronto con la valigia per il Canada sembra eccessivo o, almeno, non ha alcun fondamento.

DISINFORMAZIONE: LA SOLITA – Come accade di frequente – quasi sempre – quando si discute di partiti al di fuori della “triade magica”, le informazioni sono distorte o erronee, certe volte entrambe. Così Libero confonde un “non luogo a procedere” con un’assoluzione e così altre testate fanno emergere vecchie dichiarazioni e le mettono in correlazione con gli innegabili gravi problemi che Sel sta affrontando ora, ma ai quali non possono certo essere collegate.
Il blocco mediatico, che è stato particolarmente visibile con la lista Tsipras durante la campagna elettorale per le Europee è anche questo: un filtro che parla solo dei problemi di chi non orbita attorno a Renzi o al leader del momento e che contribuisce a tener bassi gli apprezzamenti verso le forze più periferiche rispetto agli schieramenti più quotati.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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