Vendola: ‘grazie alle intercettazioni ho dimostrato la mia innocenza’

ROMA – Il gip di Bari ieri ha deciso di archiviare la posizione di Nichi Vendola nell’inchiesta sulla sanità in Puglia, indagini che vertevano su presunte pressione per influenzare, in passato, le nomine di alcuni manager delle Asl. Uno di questi filoni di inchiesta due giorni fa ha portato alla richiesta di arresto per il senatore del Pd Alberto Tedesco, e la carcerazione per altre sei persone.

“Io sono la prova che le intercettazioni telefoniche sono uno strumento fondamentale. Senza, non avrei potuto dimostrare di essere innocente”. Risponde così Nichi Vendola a chi lo ha accusato di corruzione. Dalle telefonate infatti “emerge la crisi del rapporto di fiducia tra me e Tedesco e di come il Pd, del quale Emiliano era segretario, fa quadrato attorno a Tedesco, contro di me. Tanto da mettere in discussione la Giunta”. E continua: “un giudice e la procura dicono che non c’è alcun rilievo penale nel mio atteggiamento e nemmeno un profilo di malcostume”.

Vendola ricorda poi di essere stato eletto per cambiare la legge nelle scelte sulla sanità, e ora “professori non pugliesi hanno fatto una selezione, noi sceglieremo tra gli idonei”.

“Penso che anche quando si viene attinti ingiustamente da un giudizio o da una misura, in uno stato di diritto – ha concluso Vendola – ci sono gli strumenti per difendersi nel rispetto delle autorità giudiziarie”.

Redazione

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