Veena Malik offende Maometto in tv: condannata a 26 anni per blasfemia

L’attrice Veena Malik è stata condannata a 26 anni di reclusione per blasfemia. Ha offeso Maometto recitando in una scena nuziale con musiche sacre (todayleaks.com)

 Gilgit – Veena Malik è una nota attrice e modella pakistana, comparsa in numerosi film di Bollywood e recentemente condannata a ventisei anni di carcere per aver offeso Maometto in televisione.

OFFENDE MAOMETTO IN TV - L’attrice è già entrata nel mirino delle critiche popolari  in passato per via della sua condotta spesso inneggiante allo scandalo: nel 2011 ha posato nuda per la rivista FHM e i suoi rapporti con il mondo di Bollywood non sono mai stati visti di buon occhio da una parte del pubblico pakistano. L’ultimo spettacolo in cui Malik ha partecipato ha però superato il limite della plausibilità e il tribunale antiterrorismo pakistano l’ha condannata a ventisei anni di carcere per aver commesso pubblicamente degli atti blasfemi in quanto contrari ai precetti religiosi islamici.

LA CONDANNA - La pena è stata estesa anche al marito di Malik Asad Bashir Khan, al conduttore del programma pakistano incriminato Shaista Wahidi e a Mir Shakil-ur-Rahman, uno dei più influenti capi del settore mediatico pakistano e proprietario di Geo Tv, tutti condannati a ventisei anni di reclusione. L’attrice-sex symbol che da poco è diventata mamma ha comunicato ai media locali la sua incredulità e la rabbia scaturita dall’ingiusta sentenza anche se, da parte del tribunale antiterrorismo, i reati commessi da Veena e i suoi collaboratori sono estremamente gravi.

IL PROGRAMMA INCRIMINATO - Alcuni mesi fa Veena Malik ha recitato, assieme a suo marito, in uno spettacolo per un programma televisivo locale che metteva in scena un matrimonio scandito dalla musica sacra del repertorio Qawwali. Lo spettacolo era un remake del film bollywoodiano intitolato Silk Sakkath Maga che aveva già scosso gli animi dei radicali e, una volta trasposto in tv con un matrimonio finto e l’esecuzione di una musica sacra, il tribunale ha dovuto irrimediabilmente condannare i protagonisti della recita blasfema.

MUSICA SACRA IL TV? BLASFEMIA - In particolare, il brano religioso del Qawwali parlava di Maometto e sua figlia e il tribunale pakistano ha ritenuto profondamente irrispettosa l’esecuzione di una musica sacra all’interno di un programma televisivo.  Il giudice Shahbaz Khan i, dopo aver condannato Malik, suo marito, il conduttore del programma e il direttore della televisione incriminata, ha imposto loro il versamento di 1,3 milioni di rupie pakistane (circa diecimila euro) e l’obbligo di vendere i propri beni immobili in caso non riuscissero a sostenere l’intero versamento.

La sua posa osé sulla rivista FHM aveva già indignato gli animi dei pakistani. Il matrimonio in tv è stata la goccia che ha fatto cadere il vaso (mirror.co.uk)

L’ATTRICE CONFIDA NELLA GIUSTIZIA – I condannati hanno il diritto di presentare ricorso presso l’alta corte regionale di Gilgit-Baltisan per difendere la propria innocenza e l’attrice si mostra fiduciosa nei confronti dei tribunali pakistani. Malik ritiene di non aver compiuto alcuna azione blasfema nei confronti di Maometto e concepisce la condanna a ventisei anni di reclusione come assolutamente sproporzionata al reato di cui viene ritenuta responsabile.

SOLO UNA PROVOCAZIONE? - Il programma televisivo che ha diretto lo spettacolo incriminato è stato oggetto di accuse da parte degli spettatori, sentitisi offesi dalla messa in scena di un matrimonio con tanto di musica dedicata a Maometto. Geo TV avrebbe dovuto prevedere la possibilità dell’insorgere di tali ripercussioni legali una volta diffuso lo spettacolo e questa sua scelta si è configurata come una provocazione, una sorta di sfida all’etica pubblica che non è stata accolta pacificamente.

 

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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