Vasco su Facebook non si ferma più: ora litiga con Rolling Stone

Salvate il soldato Vasco. Se qualcuno potesse nutrire ancora dei dubbi sulla paternità dello sfogo contro Ligabue di domenica, a sollevare qualsiasi perplessità sull’autore dei post su Facebook (o a farne sorgere altre sul modo in cui la pagina sul social network sia gestita) ci pensa l’ennesimo one-man show del rocker, che questa volta si firma inequivocabilmente come “il re del rock“.

 

Vasco Rossi sta suscitando un mare di reazioni con le sue invettive su Facebook di questi giorni (votailprof.it)

PAOLO MADEDDU “SCHIFOSO E ABORTO” – L’oggetto dell’invettiva di Vasco Rossi su Facebook, questa volta, è addirittura la bibbia degli appassionati del rock: la rivista Rolling Stone. Le colpe? Quelle di aver definito, – a margine della positiva recensione al nuovo album Vivere o niente, scritta dal giornalista Paolo Madeddu –  ”inascoltabile” la canzone Ad ogni costo, cover di Creep dei Radiohead, e di aver bollato come “abominevoli” i dischi degli ultimi 15 anni del Komandante. Questa la replica di Vasco Rossi, postata su Facebook alle 2.05 di stanotte: «Caro il mio simpatico Paolo Madeddu dell’autorevole rivista Rolling Stone. Schifo schifoso schifato schifezza schifolandia abominevole abominio aborto abortito abolito abo..na…to. Cominciare usando la parola “schifo” è come sputare per terra salutando qualcuno. Definire “abominevoli”-con affetto – i miei dischi degli ultimi 15 anni è come chiamare adorabile l’uomo delle nevi. E affermare che il sopra è sotto. L’uso di parole così eccessive esagerate e forzate lascia intuire benissimo che non credi neanche tu a quello che scrivi. Ma continuo a leggere…

 

Inascoltabile cover di Creep dei Radiohead “è una frase zeppa di una imbarazzante serie  di errori. Quando scrivi Inascoltabile sarebbe più corretto  scrivessi  “Inascoltata” da te. Cover NON è una cover. Le cover sono la stessa canzone reinterpretata. Di Creep questa non è più Creep ma una nuova canzone  che si chiama  “Ad ogni costo”. Dei Radiohead” …..la musica e il testo di Vasco Rossi. Tra parentesi i Radiohead hanno ascoltato il testo e lo hanno trovato così interessante da concedermi il  permesso di realizzarla. Non credo che rigorosi artisti come loro  lo abbiano fatto per interessi economici. Ai Fans dei radiohead che affermano che non avrei avuto il diritto di farlo e che ho rovinato Creep comunico che Creep esiste ancora intatta. È sempre li e nessuno la tocca. Io ho scritto una nuova canzone che si chiama “Ad ogni Costo” . NON vi piace. Sapete quanto me ne frega a me? È come se mi aveste detto che non vi piace la mia macchina. Su tutto il resto dell’articolo sono d’accordo. Sono il più grande artista vivente di tutti i tempi sotto i 60 anni. Firmato Il RE DEL ROCK!».

INSULTI “AD OGNI COSTO”- Stavolta è inutile girarci attorno: Vasco ha toppato. Innanzitutto nel linguaggio. Il diritto di critica è sacrosanto e la miglior risposta del rocker di Zocca sarebbe stata quella di presentare a Rolling Stone il resoconto dei biglietti venduti a fine tour e  quello del numero di copie dell’album Vivere o niente, che è già al primo posto nella classifica di vendite. Usare invece parole come “schifoso” e “aborto” è eccessivo nel primo caso (in quanto rivolto ad una persona e non ad un disco o una canzone) e decisamente di cattivo gusto nel secondo. Un conto è essere atei, un altro paio di maniche è usare una parola del genere a mo’ di insulto. Nel post Vasco sembra non aver digerito le critiche alla sua Ad ogni costo che, per quanto ne possa dire, è una cover dei Radiohead e non un’altra canzone. Altrimenti – e qui si contraddice – non avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione al gruppo di Thom Yorke. E, ahilui, il testo “così interessante” della canzone a noi non sembra suscitare tutta questa attenzione. In verità ci sembra proprio che un testo non ci sia,  soffocato dai monosillabici eeeeh e na na na che hanno fatto giustamente insorgere i fan dei Radiohead per una cover di cui non si sentiva decisamente il bisogno. A Vasco sarebbe bastato gironzolare per il web negli scorsi mesi per accorgersi dell’impatto della canzone: migliaia di thumbs down su youtube, critiche e commenti anche di matrice anglosassone del tipo my ears are bleeding. La risposta del Blasco ai fan dei Radiohead? “Non vi piace. Sapete quanto me ne frega a me?”.

 

Il palco dell'Heineken Jammin' Festival (lamusicarock.com)

MOSSA PER RISOLLEVARE L’HEINEKEN JAMMIN FESTIVAL? - Il resto dell’articolo di Madeddu viene liquidato con un “su tutto il resto sono d’accordo”. Dove quel “tutto il resto” sta ad indicare la positiva recensione del giornalista per il nuovo album Vivere o niente. La frase “il numero uno, l’uomo che si è preso sulle spalle il rock” deve aver galvanizzato particolarmente Vasco, che conclude il suo flusso di (in)coscienza notturno con un inequivocabile ”Sono il più grande artista vivente di tutti i tempi sotto i 60 anni”. La speranza è che il Blasco nella sua affermazione si sia mantenuto quantomeno entro i confini nazionali, altrimenti Bono è già pronto con il suo jet personale per venirlo a trovare e spiegarli un paio di cose. La realtà, da quello che rimbalza come sempre per il web, è che tutta questa presenza virtuale di Vasco sia un modo provocatorio per scuotere le vendite non tanto del nuovo album e dei biglietti della tournée, ma soprattutto per risollevare il morale dei botteghini dell’Heineken Jammin’ Festival, che quest’anno si preannuncia come un flop clamoroso a causa degli headliners di secondo livello rispetto a quelli delle edizioni passate: Coldplay, Negramaro e lo stesso Vasco. Il Rock in Idrho dei Foo Fighters e il Sonisphere che quest’anno fa tappa a Imola (con Iron Maiden e Linkin Park) rischiano di soffocare l’italianissimo maxi-festival del Parco San Giuliano di Venezia. Un insuccesso, quello dell’HJF, che Vasco vuole assolutamente evitare. Ad ogni costo.

 

Francesco Guarino

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