Gli USA scoprono il cambio climatico: la California è senz’acqua

La California è senz'acqua: la siccità sta causando lentamente uno scenario da film di fantascienza. Le reazioni della società americana

Catedral city - California, il deserto che avanza (http://www.foxnews.com/us)

Catedral city – California, il deserto che avanza (foxnews.com/us)

SACRAMENTO – Nella patria di Arnold Schwarzenegger, alias Terminator ma anche attivista per la lotta al cambiamento climatico, si sta sviluppando lentamente uno scenario da film di fantascienza: manca infatti o è sempre più scarsa l’acqua in gran parte della California. A dirlo è il Dipartimento di agricoltura USA. Essendo gli Stati Uniti uno dei paesi da sempre più scettici sull’esistenza del cambiamento climatico e i suoi effetti sulla vita umana, questo caso sta suscitando grande scalpore nell’opinione pubblica americana.

QUATTRO ANNI DI PIOGGE SCARSE  – La California è senz’acqua e gli ecologisti sono lì a puntare il dito che sa tanto di “ve l’avevamo detto”, intanto nel luglio dello scorso anno il governo californiano ha fatto approvare 7,5 miliardi di investimenti per la razionalizzazione delle acque. Da quattro anni le piogge sono in continua diminuzione; secondo i nuovi dati aggiornati ieri dal Dipartimento di agricoltura degli Stati Uniti ad oggi non c’è nessuna parte del territorio che non soffra una particolare secchezza dei terreni da uno stadio lieve a uno eccezionale di siccità. Quest’ultima condizione è sintetizzata dalla categoria 4, che oggi coinvolge ben il 41,41% del territorio, mentre il 66,60% del territorio è classificato sotto la categoria 3 cioè di estrema siccità. In totale 37 dei 39 milioni di abitanti della California soffrono la mancanza d’acqua. Le riserve di neve in Sierra Nevada sono le più basse da 60 anni.

NO ALLA REGOLAZIONE – D’altronde, quando l’iniziativa economica prevale su tutto il resto delle priorità i risultati non possono essere differenti. La California non ha mai gestito le sue risorse d’acqua in maniera responsabile. Fino a metà dell’anno scorso il Paese era l’unico stato federale degli Stati Uniti senza una regolamentazione dell’uso delle acque sotterranee: chiunque voleva acquisiva l’acqua dalla falda tramite il proprio pozzo. Considerato che la California è la più importante potenza agricola USA, questo tipo di gestione ha inevitabilmente pesato sul sottosuolo.

Porteville, cittadini che chiedono acqua per le strade (http://elpais.com/)

Porteville, cittadini che chiedono acqua per le strade (elpais.com)

TAGLI AI CONSUMI – Il governatore Jerry Brown ha dichiarato lo stato di emergenza da circa un anno. La differenza tra la siccità e qualunque altra calamità però sta nel fatto che questa è un fenomeno di lenta estensione che una volta avviato non ha una fine prestabilita: la siccità dunque potrebbe durare ancora degli anni. Una città come Los Angeles che oggi consuma come quarant’anni fa, nonostante abbia un milione di abitanti in più, dovrà tagliare da subito 1/5 dei suoi consumi. Sono state previste multe per diecimila euro al giorno per chi non rispetterà le fasce di consumo previste nel piano di razionalizzazione delle acque. Nella ricca California è difficile convincere chi gioca a golf a ridurre da tre a una volta a settimana i suoi appuntamenti con il caddy: è infatti prevista per i campi una riduzione del 35% del consumo d’acqua ossia 2 miliardi di galloni. Da circa un mese molti municipi hanno proibito l’irrigazione del giardino per più di tre giorni a settimana e stanno sostituendo i prati con tappeti artificiali.

CONFLITTI SOCIALI – Non tutte le città sono state colpite nello stesso modo ma a tutte viene chiesto di razionalizzare. Questo porta a resuscitare vecchi e nuovi conflitti. Nei campi, le aziende agricole sono più preoccupate che le misure pregiudichino i loro introiti nei prossimi mesi, che le loro aziende non esistano più per mancanza d’acqua fra uno o due anni. Nonostante tutto gli esperti si dicono ottimisti per aprile nel ritorno delle sperate piogge che riempiano le svuotate riserve idriche del Paese. L’esponente del partito repubblicano Carly Fiorina, data in forte ascesa, ha dato la colpa agli ambientalisti per l’attuale crisi, in quanto questi si opposero in passato a una geniale pompa artificiale che avrebbe deviato le acque del delta del fiume Sacramento. Siamo dunque al tutti contro tutti; nonostante ciò, a meno che di eminenti santoni che riescano a far piovere con sinuose danze della pioggia nel corso dei prossimi mesi, il 2015 sarà l’anno in cui anche l’opinione pubblica americana avrà scoperto definitivamente il climate change.

Domenico Pellitteri

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