Violenza sulle donne: braccia alzate per dire stop ai maltrattamenti

Un urlo lacerante svuota la stanza. Sul pavimento bianco cadono rosse gocce di sangue. Una lacrima amara scorre su una guancia graffiata. È appena stata violentata un’altra donna. Nel 2012 il numero delle vittime di maltrattamenti è aumentato ed è giunto il momento di porre fine a questo incubo. Giovedì 14 febbraio è stata una giornata di riscatto universale contro le ingiustizie e le violenze che le donne sono costrette a subire.

Eve Ensler, fondatrice del V-day ed autrice del leggendario testo I monologhi della vagina ha deciso di rispondere con una visione meravigliosa, un evento di portata mondiale che ha coinvolto un milioni di persone, perché, se “un miliardo di donne violate è un’atrocità, un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione”. La campagna, One billion rising (un miliardo che si solleva), coincide con il 15° anniversario del V-day, il movimento globale nato per contrastare la violenza. Le donne di tutto il mondo hanno danzato, hanno permesso al loro corpo di esprimersi, di volare lontano dalla crudeltà sotto le note di Break the chain (spezzare le catene). E questa musica, questo ballo, ha rotto il silenzio di chi non ha il coraggio di denunciare una violenza, arrivando agli occhi e alle orecchie di chi sbaglia, sarà una via d’uscita verso cui cammineremo insieme. Vestite di rosso, colore del sangue, ma anche dell’amore, proprio a San Valentino, evidenziano il vero significato di questo giorno. Non è il giorno del consumismo, ma quello in cui ci dedichiamo completamente alle persone che amiamo. E allora rispondiamo a queste donne che hanno avuto il coraggio di scendere in piazza a protestare difendendo anche chi questo coraggio non l’ha avuto.

Un sondaggio effettuato a Londra, su un campione di mille persone, evidenza che oltre il 50% delle donne intervistate considera le stesse donne vittime di abusi sessuali co-responsabili della violenza subita. Sembra che si siano rassegnate all’idea, vittime di un sistema che spesso non le difende, rintanate in angoli bui e freddi, ad aspettare che il dolore passi. Ma finalmente qualcuno gli ha teso una mano. Finalmente possono iniziare ad uscire dal loro nascondiglio, aiutate da altre che conoscono il problema, che l’hanno vissuto sulla propria pelle, che manifestano contro l’ingiustizia. Secondo la definizione dell’ONU del 1993, per violenza sulle donne s’intende: “qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata”.

Si tratta di uno squilibrio nel rapporto tra i sessi, dell’uomo che viola la libertà della donna, che usa la forza per ottenere ciò che vuole. Il 31,9% delle donne italiane ha subito violenza nel corso della vita. Il 69,7% degli stupri è opera di partner e questo spiega perché il 95% delle vittime non denunci il maltrattamento subito. È tempo di cambiare, di rialzarci, insieme. Un miliardo di persone, oggi, ha alzato una mano verso il cielo, in un forte gesto di determinazione. Un miliardo di persone ha danzato, occupando tutto lo spazio necessario, da Palermo a Roma, dall’India agli Stati Uniti, dall’Afghanistan all’Angola. Un miliardo di persone ha detto “no” al femminicidio. Un miliardo di persone è con te e farà di tutto per proteggerti. Guarda il video…

Claudia Polsinelli


Foto | www.pianetadonna.itwww.leggilanotizia.it

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