Uccide bambina per probabile raptus di follia

CASERTA – Probabilmente a causa di un potente raptus di follia, in pochissimi minuti un cittadino ghanese ha preso di forza Mary, una bimba si soli sette anni, e l’ha gettata senza troppi giri di parole, uccidendola, in un canale dei Regi Lagni. L’accaduto ha avuto luogo a Castel Volturno, in provincia di Caserta.

Per ora, le indagini non escludono l’ipotesi relativa alla conoscenza personale tra l’uom oe la madre della bimba, legata probabilmente anche a vecchi rancori. Secondo le prime ricostruzioni, comunque, sono stati i connazionali dell’uomo presenti sul posto ad aver udito per primi le urla della donna e della piccola. Di conseguenza, non hanno perso tempo a chiamare la polizia.

Immediato l’intervento delle forze dell’ordine e il conseguente avvio di ricerche ad opera del commissariato del luogo, diretto dal vice questore Davide della Cioppa. la dinamica dell’accaduto diviene più complessa se si considera che l’uomo, ora in questura a caserta, non parla italiano. Si è, dunque, in attesa di un traduttore.

La polizia, proprio in queste ore, sta interrogando anche una serie di testimoni, in particolar modo i connazionali dell’uomo, per cercare di ricostruire il tragico evento. La piccola viveva con la madre, mentre il papà, un liberiano, era di recente tornato nella sua terra per motivi familiari.

Il sindaco di Castel Volturno, intanto, Antonio Scalzone, non risparmia giudizi e considerazioni dirette quanto incisive. “Castel Volturno è una polveriera – considera il sindaco – la situazione è esplosiva”. Scalzone ci va giù duro, tanto da minacciare le proprie dimissioni: “Non è un gettare la spugna ma è l’ennesimo campanello d’allarme. Un territorio come questo non lo si può gestire in questo modo, da soli, facendo finta che il problema non c’è”.

In effetti, Castel Volturno conta 25.000 residenti, tra cui 2.300 extracomunitari regolari, “ma sono molti di più, chiaramente, se contiamo anche quelli non regolari; se ne contano dai 10.000 ai 15.000″, sostiene il sindaco che, ora, teme anche la rivolta popolare.

Già una volta centinaia di extracomunitari scesero in piazza, nel 2008, dopo l’uccisione di sei cittadini africani e un italiano, distruggendo tutto in un vero e proprio assedio nelle strade del paese. Scalzone teme anche loro “per il disagio in cui sono costretti a vivere e che ha causato anche la morte della piccola”.

(Foto: ANSA)

Redazione

 

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