“Tutto Dante 2012″, Firenze si inchina a Benigni

dante

crazygroup.it

E’ un Roberto Benigni in forma smagliante quello che sta impreziosendo le serate estive di Firenze col suo Tutto Dante 2012, uno spettacolo straordinario che restituisce almeno in parte al capoluogo toscano lo storico ruolo di polo culturale mondiale di riferimento.

Nella splendida cornice di Piazza Santa Croce, lì dove Stendhal svenne per la troppa bellezza, sotto lo sguardo torvo del sommo poeta che scruta gli astanti dall’alto della sua statua (la quale non rende certo onore al Dante “ganzo” di cui ci parla il sindaco Renzi nel suo ultimo libro), in questo caldo sabato di fine luglio è stata la volta del XVI° canto dell’Inferno, che proprio la città di Firenze ha come protagonista. E’ questo infatti il passo in cui Dante incontra tre illustri concittadini, assieme ai quali mette nel mirino i facili guadagni dei fiorentini che spendono e spandono grazie all’usura e al commercio che stanno dilagando con l’arrivo dal contado della “gente nuova”.

butini

Dante in Santa Croce

Assieme a Benigni sembra proprio di essere lì, sull’argine del Flegetonte, assordati dal suono della cascata simile al ronzio che fanno le api vicino alle arnie. Siamo nel cerchio dei sodomiti, e Benigni riesce col tono della voce, la gestualità e i commenti a rendere la Commedia digeribile per tutti, con una operazione simile a quella compiuta proprio da Dante sette secoli fa, quando il Sommo Poeta decise di utilizzare il volgare in quanto più facilmente comprensibile del latino, in particolare per quella consistente fetta di popolo che non avrebbe potuto altrimenti accostarsi alla sua opera. La piazza assiste incantata, in un silenzio che si fa quasi magico quando Benigni si appresta, in conclusione, a rileggere tutto d’un fiato il canto appena illustrato.

Dinanzi a cotanta bellezza le battute di inizio serata finiscono così, in modo quasi inaspettato, con lo scivolare un po’ in secondo piano, nonostante nessuno sia stato risparmiato dalla satira pungente del premio Oscar toscano: da Berlusconi a Monti passando per Bersani e Renzi, il tempo sembra non intaccare la fresca ironia di Benigni, che si guadagna una meritata standing ovation.

E’ un messaggio chiaro quello lanciato da Firenze al paese tutto, lacerato da una crisi senza precedenti: di cultura si campa eccome, ed un piccolo diavolo di nome Roberto ce lo ha ricordato ancora una volta. Tocca a noi, adesso, raccogliere la sfida.

 

Leonardo Butini

foto: obiettivotre.com, crazygroup.it

[youtube]http://youtu.be/zVIk8siAKXc[/youtube]

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