True Detective: Matthew McConaughey e la nuova serie HBO

HBO porta sul piccolo schermo Matthew McConaughey con la nuova mini serie True Detective

True Detective

True Detective, la nuova serie HBO (www.joblo.com)

Mentre alla cerimonia dei Golden Globes Matthew McConaughey vinceva il premio come miglior attore in un film drammatico per la sua interpretazione in Dallas Buyers Club, il canale HBO, con un tempismo discutibile, mandava in onda il primo episodio del telefilm di cui è uno dei produttori esecutivi nonché protagonista. Il 2014 è l’anno dei riconoscimenti per questo interprete, il quale dopo una lunga gavetta e con svariate commediole romantiche alle spalle, ha trovato finalmente la sua dimensione artistica, riuscendo a dimostrare a molti che, dietro al fascino assassino, c’era anche del talento.

Se la consuetudine sarà rispettata, dopo il Golden Globes arriverà anche l’Oscar e il cerchio si chiuderà. Nel caso la statuetta più ambita non arriverà dall’Accademy, pare ci sia già Liza Minelli pronta a donargli la sua.

 IL PROGETTOTrue Detective è strutturato come un contenitore di storie brevi. In ogni stagione, composta da otto episodi, il cast, la regia e gran parte della produzione nel suo insieme verranno completamente rinnovati per permettere di raccontare diverse storie vere. Creato dallo scrittore e sceneggiatore Nic Pizzolato, il format segue un po’ la strada di American Horror Story adattandola al genere crime.

LA PRIMA STAGIONEIn questi otto episodi, seguiamo le vicende di due poliziotti Rust Cohle (Matthew McConaughey) e Martin Hart (Woody Harrelson) che nel 2012 vengono intervistati da due giovani agenti su un caso del 1995, anno in cui i due indagarono sull’omicidio di una prostituta ritrovata in un campo con alcuni simboli tatuati sul corpo e una corona fatta di corna di cervo. Attraverso i ricordi dei due ex colleghi, veniamo trasportati in una storia di estrema violenza e solitudine. L’agente Cohle ha lasciato da lungo tempo la carriera di poliziotto ed è ormai un alcolista che si prende gioco dei poliziotti che tentano di carpirgli informazioni, schiacciandoli col suo lucido nichilismo. Hart, agente vecchia scuola, ligio al dovere e tutto d’un pezzo sembra invece aver vissuto una via più tranquilla, ma quando parla dei sette anni di servizio con Cohle c’è qualcosa che fa intendere che oltre tutte le difficoltà di relazione tra i due, al di là delle differenze evidenti di approccio alla vita, tra i due c’era un legame profondo, spezzato più di dieci anni prima e che li aveva uniti non solo a livello lavorativo.

true detective matthew mcconaughey

InTrue Detective Matthew McConaughey interpreta Rust Cohle

DUE GRANDI ATTORIDopo la cruda e difficile interpretazione del texano Ron Woodroof, crudo, ignorante e decisamente sopra le righe, Matthew McConaughey ha accettato un’altra sfida con la mini serie di HBO, perché il suo personaggio è un profiler con una vita distrutta alle spalle, complesso e sfaccettato, difficile da interpretare senza scadere nello stereotipo. Cohle è quel tipo di agente solitario, scontroso, con una intelligenza superiore più simile ad un condanna che a un dono, il quale di fronte alla crudeltà della vita ha abbracciato una visione cinica.

Cohle è uno spirito inquieto che osserva il mondo con uno sguardo talmente lucido da riuscire a raggelarti e McConaughey riesce a dargli vita senza mai esagerare, grazie a una recitazione essenziale e vibrante che non si permette eccessi. A fare da spalla c’è Woody Harrelson, anche lui bravissimo nell’interpretare l’altra faccia della medaglia, con una famiglia e dei valori che gli permettono di sopravvivere a un lavoro a volte assurdo. Il più delle volte almeno.

LAVORO DI SQUADRAOltre l’indiscussa bravura del cast, e oltre alle bellissime musiche curate da T Bone Burnett, a fare la differenza è anche la regia di Cary Joji Fukunaga che immerge i personaggi in un atmosfera desolante, in cui si ha la sensazione, grazie all’uso di campi lunghi e ad una fotografia fumosa e tetra, che tutto sia in qualche modo già morto, vuoto, spento. La sceneggiatura è articolata in modo perfetto e, con un utilizzo molto intelligente dei flash back, con dei dialoghi accurati, mai fini a se stessi, trascina il telespettatore sempre più in profondità, oltre il singolo omicidio e dentro i drammi personali dei suoi protagonisti.

Elisabetta Tirabassi

Foto: Vanityfair.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews