Toscana: sbarca a Firenze ‘Ninna ho’, la culla per neonati abbandonati

firenze culla termica per neonati abbandonati

Sono circa tremila i neonati abbandonati ogni anno: cala il numero delle donne minorenni

Firenze – L’abbandono dei minori e in particolare dei neonati ha riguardato tutte le epoche storiche. Un fenomeno che in passato suscitava scandali e spesso maldicenze, ma anche tanti epiloghi negativi. Purtroppo la cronaca ha spesso portato alla ribalta situazioni di degrado e ignoranza, culminati con l’incosciente abbandono di creature innocenti al loro destino. Bambini che in tanti casi non hanno avuto la possibilità di conoscere l’affetto e un amore che solo una famiglia può offrire.

Ogni anno sono circa tremila i neonati abbandonati, una tendenza che riguarda più di frequente le donne italiane. A diffondere il dato qualche mese fa è stata la Società Italiana di Neonatologia, allarmata dal crescente aumento di abbandoni, e la diminuzione costante dei casi di neonati lasciati negli ospedali. I rimedi ci sono, ma non tutte le madri biologiche che per necessità o scelta decidono di abbandonare il proprio figlio lo fanno nel modo corretto, così da non comprometterne il futuro. E se in passato l’abbandono coinvolgeva soprattutto le giovani donne, per gran parte ancora minorenni, oggi riguarda piuttosto la fascia compresa tra i venti e i quarantanni.

Alcuni giorni fa a Firenze, presso l’ospedale Careggi, è stata inaugurata una nuova culla termica del Progetto «Ninna ho», che dal 2008 si occupa di offrire un aiuto a mamme e ai loro neonati. La si potrebbe definire una moderna «Ruota degli Esposti» che come in passato assolve al compito di aiutare le donne in difficoltà e prevenire i casi di infanticidio. Il progetto «Ninna ho» è un’iniziativa di grande rilevanza sociale e nasce da un’idea della fondazione Francesca Rava e della società Kpmg, che agiscono con il patrocinio del ministero della Salute e della Società italiana di neonatologia. Il progetto «Ninna ho» è riuscito a installare una propria culla termica anche presso l’ospedale Federico II di Napoli, a Varese nell’ospedale del Ponte, e poi a Parma e Padova. L’obiettivo del progetto è uno dei più nobili al mondo.

Ninna ho neonati abbandonati culla termica

La culla termica del progetto Ninna ho si attiva premendo un pulsante

«La culla vuole essere uno strumento di aiuto, solidarietà e vicinanza alle madri in difficoltà che arrivano alla scelta estrema di abbandonare il proprio bambino – si legge nel sito web dedicato all’iniziativa – nella speranza che si possano evitare gesti disperati e salvare le vite umane più deboli e indifese, i neonati».

Nella struttura ospedaliera di Firenze, la culla è stata sistemata presso il nuovo polo materno infantile, un luogo che può essere raggiunto con molta facilità e che allo stesso tempo garantisce riservatezza. La culla si attiva in modo semplice, è infatti sufficiente premere un pulsante di comando collegato con il reparto di terapia intensiva neonatale. Una volta premuto, il pulsante aziona in automatico una tapparella che svela la culla termica all’interno della quale viene adagiato il neonato. Compiuta l’operazione il neonato è al sicuro nella struttura medica, la tapparella si richiude e scatta l’allarme che avvisa i medici. Un abbandono che avviene in perfetto anonimato. Da qui per il neonato si apre la strada dell’adozione. Un iter garantito anche a quelli nati presso le strutture sanitarie di tutta Italia, in cui le madri possono partorire con l’aiuto di personale specializzato, scegliendo di mantenere l’anonimato come garantito dalla normativa vigente in materia.

Angela Piras

@AngePiras

Foto: tuttomamma.com; kpmg.com; foto-gratis.org

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