Torino Film Festival, la città si tinge di cinema

Torino Film Festival, la locandina

Torino Film Festival, la locandina

Torino - Mancano poco più di ventiquattro ore all’inaugurazione della 33esima edizione del Torino Film Festival e tra le frizzantine strade della città il volto di Orson Welles, immagine simbolo della rassegna, osserva i passi frenetici degli abitanti e dei visitatori di Torino, pronti a spostarsi tra una sala cinematografica e l’altra per apprezzare, riscoprire e stupirsi di fronte alla proposta artistica del Festival.

IL FESTIVAL - Il Torino Film Festival oltre ad essere una ormai conclamata realtà internazionale, grazie al percorso sperimentale e innovativo portato avanti nel tempo, è un evento cittadino visceralmente amato dai suoi abitanti, avvolti dalla magia delle vie ricche di persone, illuminati dalle luci di artista e con il naso all’insù per ammirare la Mole Antonelliana, simbolo architettonico della città dentro cui si erge il Museo Nazionale del Cinema. Sono 158 i film presentati al Torino Film Festival, in scena dal 20 al 28 novembre, tra anteprime mondiali e nazionali, retrospettive, sezioni nuove e un concorso attento a presentare al pubblico le nuove proposte della scena cinematografica.
Eterogeneità è la parola d’ordine del Festival, attento ad indagare attraverso i più disparati generi cinematografici, convinti che ogni proposta di qualità valga la pena di essere vista: “Nei 150 film ognuno può trovare le cose che gli piacciono”, afferma la direttrice Emanuela Martini.

Suffragette

Suffragette

INAUGURAZIONE – La prima serata del Torino Film Festival apre con Suffragette di Sarah Gavron, pellicola di carattere sceneggiata da Abi Morgan (la stessa dell’intenso Shame), che affronta il delicato e combattivo tema delle lotte delle suffragette per l’ottenimento del diritto di voto. Il film è condito da una ricca serie di tasselli eterogenei ma, soprattutto, di persone e personaggi che aumentano la forza visiva della storia: oltre alla grande interpretazione della protagonista Carey Mulligan, vincitrice del Premio alla miglior attrice all’Hollywood Film Awards proprio per Suffragette, e al cameo di Meryl Streep, nel film appare anche Emmeline Pankhurst, attivista politica leader del movimento femminista.

IL CONCORSO – La parte più intensa della manifestazione è, come d’abitudine, Torino 33, il concorso ufficiale del Torino Film Festival. In un eclettico mix di sperimentazione e innovazione, il concorso offre 15 pellicole di stampo internazionale, narratrici di luoghi e generazioni differenti, fedeli all’eterogeneità artistica voluta e raccontata dalla direttrice Emanuela Martini. In questo giro del mondo cinematografico spiccano quattro titoli italiani, tra cui le opere prima Lo scambio di Salvo Cuccia e I racconti dell’orso di Samuele Sestieri e Olmo Amato, e Mia Madre fa l’attrice di Mario Balsamo e Colpa del comunismo di Elisabetta Sgarbi.

February

February

TFF HORROR – Una delle grandi novità del Torino Film Festival di quest’anno è la serata tematica dedicata al cinema horror, prevista per il 22 novembre al cinema Massimo. Già durante l’edizione dell’anno passato la direttrice aveva arricchito il programma del festival con pellicole indipendenti di stampo horror ma, quest’anno, si è voluto fare di più per dare maggiore rilevanza ai registi e agli amanti di tale genere cinematografico: «A Torino ci sono già la notte bianca dell’arte e Club To Club. Così abbiamo detto ‘Perché non proviamo a fare la notte horror?’ – spiega Emanuela Martini –  L’idea mi è nata perché molti anni fa andavo in Inghilterra e c’era un cinema a Piccadilly che tutto il giorno faceva film porno e dalle 20,30 fino alle 8 del mattino faceva la notte horror. I classici li ho visti lì. Ti davano un pacchettino col cibo e c’era la macchina del caffè aperta tutta notte. Ci sono tanti appassionati di horror e fantascienza, io per prima». I film presentati sono February di Osgood Perkins, The Devil’s Candy di Sean Byrne, The Girl in the Photographs di Nick Simon e The Hallow di Corin Hardy.

SEXXX – Punta di diamante del Torino Film Festival è Sexxx, presentato nella sezione Festa Mobile/Palcoscenico, diretto dal regista Davide Ferrario, grande conoscitore della città. La narrazione della pellicola non segue gli stilemi tradizionali del cinema ma riprende, taglia e monta lo straordinario movimento della danza moderna, modellata dal coreografo Matteo Levaggi. Davide Ferrario, innamoratosi del balletto Sexxx, ha voluto trasportare la sua emozione sul grande schermo, reinventando i tempi stilistici della danza e confezionando un prodotto diverso e sperimentale.

Sexxx

Sexxx

«Una sera, senza un’aspettativa precisa, sono andato alla Lavanderia a Vapore di Collegno, sede del Balletto Teatro di Torino diretto da Loredana Furno, e ho visto Sexxx, il balletto di Matteo Levaggi. Non sono un appassionato di danza moderna, ma proprio per questo credo che la mia fascinazione quella sera sia stata sincera e convinta. Sono stato colpito soprattutto dal modo in cui il coreografo era riuscito a prendere dei gesti e dei movimenti espliciti della comunicazione sessuale per trasformarli in linguaggio di danza. Ed essendo il linguaggio del corpo uno dei temi che mi interessa filmare fin dai tempi dello “scandaloso” Guardami, c’era già una motivazione sufficiente per trasformare il balletto in un film. Ho cercato di riprendere la danza come se raccontasse una storia, utilizzando uno stile strettamente cinematografico, quasi che la macchina da presa fosse un altro elemento della coreografia, spesso aggiungendo movimento a movimento», racconta il regista.

È tutto pronto per l’inizio del Torino Film Festival, quindi non resta che spulciare approfonditamente il ricco programma, cercare i titoli e le storie più affini a voi e passeggiare tra le vie di Torino, lasciandosi trasportare dall’aria magica, e un po’ nebbiosa, che avvolge la città durante questi giorni.

Alessia Telesca

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