Torino Film Festival: il giro del mondo con Sao karaoke e Pelo Malo

Sao Karaoke

Sao Karaoke

Torino - Si respira aria internazionale quest’oggi al Torino Film Festival che, attraversando oceani e continenti, presenta in concorso due interessanti e geograficamente lontane pellicole: il thailandese Sao Karaoke (Karaoke Girl) ed il venezuelano Pelo Malo.

SAO KARAOKE (KARAOKE GIRL) - Sao karaoke è il primo lungometraggio della regista Visra Vichit Vadakan che, dimostrando coraggio, si cimenta immediatamente con un ibrido cinematografico, girando una pellicola a metà tra film e documentario. La storia raccontata, reale, è quella di Sa Sittijun, giovane donna che abbandona la campagna idilliaca in cui è cresciuta per trasferirsi a Bangkok e cercare mezzi di sostentamento per sé e la propria famiglia. La strada più facile, ma anche l’unica possibile per poter sopravvivere, è quella di usare il proprio corpo come mezzo di scambio; la giovane inizia così a lavorare in un karaoke pub dove, oltre a deliziare il pubblico con la sua soave voce, si prostituisce. Sullo schermo ciò che risalta è l’espressione malinconica che la protagonista ha costantemente sul volto ma, nonostante una vita non facile, il suo sguardo non è mai spento. La regista riesce a dipingere un reale ritratto di donna, mettendo da parte lo stile romanzato; la ragazza è autentica, così come lo sono delusioni, timidezze e speranze. Tutta la narrazione è esplicita, la protagonista Sao racconta senza vergogna la sua scelta di vita, non si nasconde dietro particolari vittimismi e moralismi. La voce delicata ed il bel corpo sono solo un mezzo che Sao utilizza consciamente per aiutare economicamente la famiglia ma che mai, in nessun momento del film, provocano vergogna, abbattimento o arresa nella protagonista, che riesce a ritagliarsi anche uno spazio per l’amore autentico. È un’ottima prima prova questa per la regista Visra Vichit Vadakan, la quale gioca costantemente su piani e sensazioni diverse, mettendo insieme la crudezza dei luoghi ripresi (squallidi ad esempio sono i bar di Bangkok) e la delicatezza del racconto e della protagonista. L’interpretazione di Sa Sittijun è magistrale e carpisce l’attenzione dello spettatore in ogni attimo, riuscendo la donna ad esprimersi anche con semplici e naturali gestualità corporee. Completa l’attenta orchestrazione la fotografia, curata nel dettaglio ed arricchita dal contrasto tra la claustrofobica cupezza dei locali con le luci abbaglianti dei riflettori.

PELO MALO - Il secondo film in concorso oggi al Torino Film Festival, Pelo Malo, arriva invece dall’altra parte del mondo dove ha già acquistato clamorosi consensi, vincendo anche la Concha de Oro 2013 al Festival del Cinema di San SebastiánLa pellicola è la terza fatica della regista Mariana Rondón, che affronta le problematiche della crescita mettendo al centro del suo racconto Junior (Samuel Lange), un particolare bambino di nove anni ossessionato dai suoi capelli crespi e dal suo aspetto fisico. Il chiodo fisso dei capelli occupa le giornate del bimbo che cerca in tutti di modi di domarli con shampoo e phone, convinto che una chioma perfetta sia il biglietto da visita per il mondo dello spettacolo. Ma i desideri di Junior, e soprattutto l’immagine che egli dà di se stesso, preoccupano sua madre Marta (Samantha Castillo), legata allo stereotipo dell’uomo di Caracas, duro, virile e con la divisa. Il rapporto tra la madre ed il figlio è l’elemento centrale della pellicola a cui ruotano attorno le tradizioni del Venezuela e le problematiche sociali di alcune parti del mondo; ciò che risulta interessante è come la credenza popolare o, semplicemente, il vociare dei vicini possa diventare più importante di un affetto sincero. L’accettazione del diverso diventa complessa anche nei rapporti intimi ed indissolubili come quelli familiari e così la madre si ritrova di fronte ad un bambino di cui non accetta l’essenza, trovandosi quasi pronta ad affidarlo alla suocera (Nelly Ramos), personaggio saggio del film. Non si parla esplicitamente di omosessualità, anche se è lo spettro che si aggira per tutto il racconto, grande incubo e timore di Marta; la regista va oltre l’etichetta e non svelerà mai la tendenza sessuale di Junior, poco importante, mostrando invece uno spaccato di vita doloroso e complesso in cui a farne le spese sono entrambi i protagonisti che, per motivazioni differenti, soffrono di mancanza d’amore. La città, Caracas, è protagonista negativa della storia perché, pur nella sua indubbia bellezza, è ripresa unicamente nel suo degrado, mostrando la denuncia della regista che non ha addobbato la scenografia ma ha voluto presentare l’autentica realtà.

Pelo Malo

Pelo Malo

IL SUD È NIENTE - Si torna invece in Italia, anche se l’anteprima internazionale è avvenuta al TIFF – Toronto International Film Festival e i produttori Jean-Denis Le Dinahet e Sebastien Msika sono francesi, con il TorinoFilmLab che presenta Il Sud è niente di Fabio Mollo, già applaudito al Festival Internazionale del Film di Roma, che vedremo in sala a partire dal 5 dicembre. Il mistero è ciò che muove il film che, sin dalla trama, suscita un’innegabile curiosità: Grazia (Miriam Karlkvist) è una diciassettenne di Reggio Calabria che vive con suo padre Cristiano (Vinicio Marchioni), venditore di stocco in una piccola bottega; suo fratello Pietro (Giorgio Musumeci) si è trasferito in Germania da diversi anni ma Grazia lo crede morto perché così, inspiegabilmente, le ha raccontato il padre. L’ambiguità viene letteralmente a galla quando Grazia, dopo aver litigato con il padre, si reca in spiaggia per un bagno notturno e li scorge una figura con le sembianze del fratello. In un misto tra onirico, persuasione e suggestione la storia prende inizio e la ragazza, intenta a risolvere l’enigma, si trova a combattere con il mutismo del padre. È un film curioso e criptico da inserire nell’ambientazione in cui si trova: il Sud, protagonista sin dal titolo, è uno dei punti focali della trama dove l’incursione della mafia è tangibile e dove aleggia la scelta di omertà. La pellicola è inseribile nella categoria dei film di formazione perché affronta la crescita della giovane messa prima di fronte alla perdita del fratello, il cui dolore si scorge nel suo aspetto mascolino quasi a voler assumere le sembianze del compianto, e poi alla bugia del padre. Un buon lavoro che presenta qualche pecca d’inesperienza, essendo esordienti il regista, la protagonista Miriam Karlkvist, comunque bravissima, e Andrea Bellisario, personaggio secondario ma non meno importante.

LE PROIEZIONI DELLA GIORNATASao Karaoke (Karaoke Girl), ore 17, Reposi 3

Il Sud è niente, ore 19.15, Reposi 2

Pelo Malo, ore 19.30, Reposi 3


Alessia Telesca

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