Torino Film Festival: è il giorno di Pif

La mafia uccide solo d'estate

Una scena dal film ‘La mafia uccide solo d’estate’

Torino – Nonostante la fine del weekend e l’inizio della giornata lavorativa le vie e le sale del Torino Film Festival sono colme di spettatori (nota positiva questa per la direzione di Virzì, per Torino e per la cultura cinematografica in generale: i primi tre giorni di Festival hanno registrato un incasso del 30% superiore a quello della passata edizione). C’è grande attesa per ospiti e anteprime, ma ciò che desta maggiore attenzione è la presentazione, prevista per questa sera, dell’esordio al cinema di Pif La mafia uccide solo d’estate.

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE - È fuori discussione che la notorietà del regista (collaboratore per Le Iene e conduttore de Il Testimone) abbia aiutato l’esposizione mediatica del film, ma la bravura e la simpatica intelligenza di Pif hanno creato un prodotto di alta qualità che non delude le aspettative. Il film denuncia da subito la novità principale che lo contraddistingue, ovvero il punto di vista del racconto: la storia, la mafia e Palermo sono visti e descritti attraverso gli occhi di un bambino, concepito nello stesso giorno in cui Riina, Provenzano e Bagarella uccisero Michele Cavataio. È quindi un film sulla mafia e sulle persone che, loro malgrado, vivono influenzate da questa. La pellicola, attraverso la crescita del bambino, ripercorre la storia italiana citando, in prima linea, i grandi combattenti ed eroi nostrani; si vedono i volti di Falcone e Borsellino e si riesce, in un modo quasi inspiegabile, a canzonare e deridere l’organizzazione criminale senza espedienti e senza moralismi. Pif non si nasconde dietro stereotipi e figurine, persino il bambino travestito da Andreotti risulta originale, e mette da parte qualunque tipo di omertà facendo nomi ed esprimendo sinceramente il suo punto di vista. Accanto al racconto sociale, complesso ma diretto con estrema linearità, si instaura una storia d’amore che impreziosisce tutta la pellicola, riuscendo ad emozionare doppiamente lo spettatore. Primo film in concorso al Torino Film FestivalLa mafia uccide solo d’estate è il primo film diretto da Pif, ma in nessun momento si nota la mano esordiente, avendo creato un prodotto coralmente ben curato, sinonimo dell’acutezza del regista che aveva già affiancato Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini e Marco Tullio Giordana in I cento passi.

Bulg-Eun Gajog (Red Family)

Una scena dal film ‘Bulg-Eun Gajog’ (‘Red Family’)

RED FAMILY -  Affronta temi storici e sociali anche il secondo film in concorso previsto per oggi: Bulg-Eun Gajog (Red Family) del regista esordiente Ju-Hyoung Lee e scritto dal maestro Kim Ki-Duk, reduce dalla presentazione di Moebius al Festival di Venezia 2013Punto focale della narrazione è lo scontro storico tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, analizzato con grande amarezza ed efficacia attraverso i rapporti umani. Quattro spie del governo di Pyongyang vengono inviate nel Sud, in veste di tradizionale famiglia; infiltratesi nella vita sociale ed affettiva di sudcoreani dirimpettai, iniziano a simpatizzare e a familiarizzare con i loro problemi di vita, legati alla sanguinosa guerra. È una pellicola in perfetto stile Kim Ki-duk Red Family, un’opera dove l’ironia s’intreccia al dramma e dove vengono messi a confronto ideali contrapposti, capitalismo contro comunismo in questo caso. Le situazioni risultano talvolta paradossali, quasi assurde, volte a spiegare quanto un’ideale talvolta sia più forte della stessa identità della persona. Il regista paragona il suo lavoro ad una cipolla, i cui strati esterni sono rappresentati dalle convinzioni e dalla fede: «Questo film parla proprio dell’atto di liberarsi degli strati superficiali. I personaggi del film riescono ad affrancarsi da queste imposizioni ideologiche e arrivano addirittura a distruggere i loro stessi corpi, che le avevano incamerate, per annullare se stessi», dice Ju-Hyoung Lee. Concorrente al Torino Film Festival, la pellicola si è già aggiudicata il Premio del Pubblico del Tokyo International Film Festival 2013.

TORINOFILMLAB - La sezione curata dal TorinoFilmLab, officina di stampo internazionale dedicata alle giovani promesse del cinema, presenta oggi un altro Premio del Pubblico (questa volta di Cannes): The Lunchbox. Primo lavoro del regista Ritesh Batra, il film narra una storia che nasce da un equivoco che, come spesso avviene nel mondo cinematografico, è fonte di cambi di scena e di vita. Ila è una casalinga dedita al marito, a cui fa recapitare ogni giorno il suo “lunch box”; Saajan è la persona che, per errore, lo riceve. Tramite l’espediente di bigliettini infilati nel baracchino, tra i due inizia una relazione cartacea dagli esiti inaspettati. .

LE PROIEZIONI DELLA GIORNATA - Bulg-Eun Gajog (Red Family), ore 17, Reposi 3

The Lunchbox, ore 19.45, Reposi 2

La mafia uccide solo d’estate, ore 20, Reposi 3

Alessia Telesca

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