The Rides – ‘Can’t Get Enough’: la recensione

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La copertina di ‘Can’t Get Enough’ (foto via: vintagevinylnews com)

L’uscita di Can’t Get Enough dei “debuttanti” The Rides era attesa con ansia da tutti gli amanti del blues. Debuttanti è stato scritto volutamente tra virgolette in quanto ci si trova di fronte a un super gruppo formato da musicisti di primissimo livello e famosi in tutto il pianeta. A cominciare da quel Stephen Stills, leader di gruppi storici del rock come Buffalo Springfield e Crosby, Stills, Nash (& Young). Un nome che da solo è in grado di richiamare l’attenzione degli appassionati, ma che risulta accompagnato in questo caso da altri due nomi di assoluto prestigio: Barry Goldberg, veterano tastierista attivo da decenni negli ambienti musicali blues e Kenny Wayne Shepherd, dotato chitarrista autore di diversi album di successo e divenuto famoso giovanissimo grazie alla sua abilità e al suo innato gusto musicale.

Un trio da paura che ha suscitato un enorme interesse dei fan del blues, una volta venuti a conoscenza che i tre erano in studio a lavorare su un album. L’opera in questione è da pochi giorni uscita sotto il nome The Rides e intitolata Can’t Get Enough. Un album diviso esattamente a metà: 5 brani inediti e 5 cover. Accompagnati da Kevin McCormick al basso e Chris Layton alla batteria, i tre assi hanno rivisitato alcuni classici del rock e del blues, e hanno poi attinto a piene mani alla loro talento per creare brani inediti dal sapore classico ma non “vecchio”. Ma andiamo subito ad ascoltare i brani di questo disco.

Roadhouse mette subito le cose in chiaro: blues sanguigno dove una certa ripetitività viene compensata da un buon arrangiamento e una chitarra molto corposa. Don’t Want Lies è una perla di intensità e feeling, forte di un’atmosfera profonda e di un solo di chitarra molto penetrante. Con Can’t Get Enough Of Your Love si battono ancora una volta le strade del blues più profondo e sofferto, con la stessa formula del brano precedente ma con l’aggiunta di un Shepherd ancor più ispirato. Only Teardrops Fall è un altro classico blues. molto ispirato e trascinante, mentre la conclusiva Word Game è un brano scritto negli anni ’60 da Stills e riadattato per l’occasione: il risultato è un ottimo blues rock di grande groove e impatto.

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The Rides (foto via: jambands.com)

Per quanto riguarda le cover, graffiante e scatenata Search & Destroy di Iggy Pop & The Stooges e ben riuscita Honey Bee di Muddy Waters. Talk To Me Baby di Elmore James si fa notare per l’ottimo arrangiamento nel quale spicca senza dubbio l’eccellente lavoro svolto da Goldberg al piano. Buona anche That’s A Pretty Good Love, anche se meno riuscita delle precedenti, mentre forse l’anello debole è Rockin’ In The Free World di Neil Young, sicuramente l’episodio più debole del lotto, inferiore alla ben più riuscita e potente versione spesso proposta dai Pearl Jam in sede live.

Musicisti di grande livello musicale e molto ispirati, guidati dalla sapiente e onnipresente leadership di Stephen Stills, per un disco, questo Can’t Get Enough, che allieterà sicuramente i padiglioni auricolari degli amanti del blues. Un disco che non rivoluzionerà certo il genere, ma che rappresenta un ascolto godibilissimo: i tre protagonisti in campo si divertono e fanno divertire, dando sfoggio della loro classe, di una tecnica sopraffina e di un gusto musicale unico. Un ascolto che fa capire cosa il blues ha rappresentato per tanti musicisti e cosa rappresenta ancora in un mondo dove la tecnologia è piombata nella musica, ma il blues rimane sempre lo stesso senza stancare mai.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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