Tg1: quando ad attaccarlo era il Pd

Tg1

Grandi polemiche per un post di Rocco Casalino – Responsabile Comunicazione del Movimento 5 Stelle Senato – pubblicato sul blog di Beppe Grillo la mattina di sabato 23 agosto. Il titolo è sicuramente di pessimo gusto: «I servizietti del tg1». Si può criticare l’informazione senza utilizzare queste squallide metafore che non fanno ridere nessuno. Sul contenuto del post, in cui Casarino scrive che i pentastellati sono «stanchi di assistere all’ennesimo servizio fazioso del tg1» ognuno la può pensare legittimamente come vuole, ma almeno non contiene più riferimenti sessuali o cose del genere. Quindi non si capisce dove sia lo scandalo. In un paese libero si può mettere in discussione anche la stampa, o no?

PROPRIO LORO? - Di parere diverso sono diversi esponenti del Partito Democratico. Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha dichiarato: «Voglio esprimere la mia solidarietà alla redazione del Tg1». Dello stesso avviso il deputato Dario Ginefra: «Voglio esprimere tutta la mia solidarietà alla redazione del Tg1». L’europarlamentare Pd Andrea Cozzolino si è così espresso: «Quelli del Movimento 5 stelle nei confronti del Tg1 sono attacchi squadristi, degni di un atteggiamento antidemocratico, offensivo e denigratorio». Davvero strano, visto che fino a pochi anni fa erano i politici del Partito Democratico ad attaccare duramente il Tg1.

STAMPA GOVERNATIVA - Era il 19 maggio 2011, e sul sito del Pd compariva una nota in cui era scritto: «Ormai sta diventando una ripetitiva e mediocre abitudine. Quando Berlusconi è in difficoltà, quando capisce che il suo impero mediatico sta crollando, quando gli scandali non possono essere cacciati via con una barzelletta, allora preferisce rinchiudersi nel silenzio e lasciare che siano i suoi “dipendenti” a parlare per lui. È capitato anche ieri sera, quando il fido Minzolini ha fatto del Tg1 un organo di stampa governativa per attaccare la sinistra e i candidati al ballottaggio per le elezioni amministrative». Avete capito bene? Secondo il Pd, il Tg1 era addirittura un organo di stampa governativa.

HANNO CAMBIATO VERSO - Giorgio Merlo, a quel tempo vicepresidente commissione Vigilanza Rai, diceva: «Il Tg1 di questa sera ha offerto uno spaccato politico virtuale: dall’estremismo che condiziona il Pd e il centrosinistra, alla crisi irreversibile del Terzo Polo. C’è tutto tranne un piccolo particolare: la sconfitta politica del centrodestra alle elezioni amministrative. Che si tratti di una svista?». Fabrizio Morri, capogruppo PD in commissione di Vigilanza. dichiarava: «Questo procedere completamente al di fuori da qualsiasi tipo non dico di professionalità giornalistica ma di elementare logica d’informazione non può passare sotto silenzio. Mi chiedo cosa altro bisogna attendere affinché i vertici di un’azienda radiotelevisiva pagata con i soldi di tutti non intervengano per impedire che la principale testata giornalistica della Rai si riduca a una fotocopia, peraltro mal fatta, del Giornale». Il democratico milanese Vinicio Peluffo sosteneva che «L’edizione delle 20 del Tg1 ha superato qualsiasi livello di faziosità», «Di sicuro il Tg1 non si può permettere una tale faziosità». Insomma, anche quelli del Pd a loro tempo ci andarono giù pesantemente con le accuse al Tg1. Perché, quindi, adesso se la prendono tanto con il Movimento 5 Stelle che fa esattamente quello che fece il Pd a suo tempo?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: wikimedia.org

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