Teatro dell’Orologio. La campagna abbonamenti evoca l’Isis

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La locandina per la campagna abbonamenti del Teatro dell’Orologio (Foto: facebook)

Roma – L’intenzione era buona: motivare il pubblico amante del teatro ad abbonarsi per la stagione 2015/2016 della Compagnia Il Teatro dell’Orologio: 7 spettacoli per 49 euro. Niente male.

L’impatto mediatico della campagna abbonamenti avviato sulla pagina Facebook della compagnia, invece, è stato devastante. L’immagine della locandina è da sola un programma: una spiaggia assolata incorniciata da un arcobaleno mentre in primo piano un uomo vestito di arancione con gli occhiali da sole è inginocchiato accanto al suo boia in nero.

Il quadretto è tratto dal video divulgato dall’Isis dell’uccisione del reporter James Foley, sgozzato in mondo visione.

D’altronde lo slogan scelto dalla Compagnia dell’Orologio è eloquente: «Perdi la testa insieme a noi! Il Teatro dell’Orologio si prepara per la nuova stagione e sceglie di farlo SENZA PAURA, ricordandoci che, come ci ha insegnato Charlie Hebdo, non c’è miglior modo per affrontare la paura che quello di trasformarla in altro».

Ben detto. Solo che la scelta comunicativa ha lasciato tra gli utenti un tale smarrimento che le polemiche sono piovute come gocce di pioggia e non a torto. Solo alcuni dei commenti indignati degli utenti sulla pagina del Teatro:

Mauro Pescio: «ma siete fuori di testa? chi è il genio che ha pensato di poter racimolare pubblico con una campagna di questo tipo? non è una pubblicità che fa discutere, è orrenda nei contenuti oltre che nella grafica e la frase che avete imparato da charlie Hebdo come si concilia con sta roba? ma qualcuno di voi crede davvero che questa roba qua vi porti anche solo uno spettatore in più a teatro la prossima stagione, perché a questo dovrebbe servire giusto?»

Sarah Perruccio: «Il gioco di parole poteva essere reso con molte altre immagini. Certo vi siete fatti notare, ma non era necessario cercare visibilità in maniera tanto cruenta. Che caduta di stile! Rischiate di perdere stima più che di guadagnare pubblico così».

Alessandra Capone: «Mi auguro vi ravvediate e facciate marcia indietro con delle belle scuse pure.. la gente decapitata è vera, come vero è il dolore delle persone che sotto quella lama c erano e di quelli che sono rimasti. Ma non sapete farvi pubblicita se non sciacallando sui morti? Sappiate che di spettatori ne perderete a valanga con questa pubblicità..complimenti!».

Em Ce: «io non mi sono mai sentito “charlie”. Sono me stesso e mi basta questo. Sono per la libertà di espressione, sono per la satira, ma detesto la volgarità e l’arroganza di chi pensa di essere più intelligente senza preoccuparsi del punto di vista altrui scadendo così nella più bieca insensibilità. Più che pubblicità shock, direi che questa sia semplicemente di cattivo gusto, soprattutto per un teatro».

Preso atto della situazione, il direttore artistico del teatro Fabio Morgan non ha potuto fare altro che marcia indietro e chiedere scusa prima che la scelta pubblicitaria fatta per motivare l’affluenza diventasse motivo di fuga degli spettatori: «Mi scuso con chi si è sentito offeso dall’immagine scelta per la campagna abbonamenti» ha spiegato Fabio Morgan.

Mi scuso con chi si è sentito offeso dall’immagine scelta per la campagna abbonamenti. Abbiamo creato questa immagine…

Posted by Teatro dell’Orologio on Venerdì 12 giugno 2015

Chantal Cresta

Foto || da Facebook

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