No Tav: Grillo condannato per la violazione dei sigilli a Chiomonte

Beppe Grillo condannato per violazione dei sigilli durante una manifestazione No Tav

Beppe Grillo condannato per violazione dei sigilli durante una manifestazione No Tav

Tra i punti irremovibili del programma del Movimento 5 Stelle si annovera la battaglia contro la Tav, il treno ad alta velocità che dovrebbe unire Torino e Lione e che sta prendendo vita in Val di Susa, con non poche polemiche da parte degli abitanti della valle, e non solo, per l’ingente costo economico e per la rovina dell’ambiente.

LA CONDANNA DI BEPPE GRILLO - Beppe Grillo, leader del M5S, da sempre battagliero e presente in molteplici manifestazioni No Tav, è stato oggi condannato a 4 mesi di reclusione per aver violato i sigilli posti nella baita Clarea di Chiomonte; a deciderlo è stato il Tribunale di Torino, per voce del giudice Elena Rocci. I pubblici ministeri che si occupavano del caso, Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, avevo chiesto nove mesi di reclusione per Grillo e per Alberto Perino, uno dei fautori del movimento valsusino, anch’esso condannato a quattro mesi.

I FATTI RISALENTI AL 2010 - La vicenda risale al 5 dicembre del 2010 quando Grillo, insieme a Perino e a numerosi altri, si era trovato di fronte alla baita per sostenere le sue ragioni e parlare ai manifestanti No Tav; in quella occasione era entrato nella struttura, violando i sigilli apposti. Beppe Grillo, avvisato circa il reato dal comandante dei carabinieri, che lo aveva invitato a desistere dal commettere il fatto, aveva scavalcato i sigilli e, trionfante, era uscito dalla baita mimando il celebre gesto delle manette alla telecamera. La baita Clarea è così diventata il simbolo del movimento No Tav che ha interpretato il gesto di Grillo e di Perino come una riappropriazione, ovviamente simbolica, della loro terra. A tale ingresso aveva partecipato diversi manifestanti e ventuno di questi sono stati imputati per lo stesso reato commesso dal 5 stelle; quattro di loro hanno ottenuto l’assoluzione, mentre gli altri hanno subito condanne a diversi mesi di reclusione.

Alessia Telesca

foto: giornalettismo.com

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