La strategia del terrorismo non funziona

Pro e contro del terrorismo come strategia: una ricerca della Columbia University mostra i risultati ottenuti dai gruppi terroristici negli ultimi anni

L'attacco alle Torri Gemelle di New York l'11 settembre 2001

L’attacco alle Torri Gemelle di New York l’11 settembre 2001

Isis, Jabhat al-Nusra, Boko Haram, al-Qaeda e cento altri gruppi terroristici: dall’attacco alle Torri Gemelle ad oggi i media hanno dedicato sempre più attenzione ai fenomeni di terrorismo e di intimidazione violenta. Sembra che, nonostante le operazioni della Nato, i rischi per l’Italia e per l’Occidente siano in costante crescita. Tuttavia, molte domande sul fenomeno rimangono senza risposta. Prima fra tutte: è una strategia che funziona?

LO STUDIO – Il giorno dopo il Memorial Day, ci pensa uno studio della Columbia University a fare chiarezza. E la risposta è semplice: no. «Generalmente gli svantaggi del terrorismo hanno un peso molto maggiore dei suoi vantaggi». È quanto scopre Page Fortna nella sua ricerca “I terroristi vincono? Uso del terrorismo da parte di ribelli ed esiti della guerra civile,” in cui confronta i risultati ottenuti da 104 gruppi ribelli, terroristi e non, attivi dal 1989 ad oggi.

VINCONO GLI ALTRI – La Fortna scopre che i terroristi, definiti come «gruppi che, indiscriminatamente e sistematicamente, perpetrano violenza contro civili per obiettivi politici», solo raramente ottengono buoni risultati in termini di possesso di un territorio o raggiungimento dei propri scopi. Come mostra il grafico dello studio, i gruppi che non fanno ricorso al terrorismo hanno probabilità di conseguire i propri scopi molto più alte.

Da The Atlantic. Gli esiti della strategia terroristica secondo lo studio della Fortna

Da The Atlantic. Gli esiti della strategia terroristica secondo lo studio della Fortna

ESITI – «Nessuno tra i gruppi analizzati per aver deliberatamente ucciso una grande quantità di civili in un attacco terroristico ha vinto la propria battaglia in modo netto», scrive la Fortna. Al contrario, sono tutti stati sconfitti, oppure continuano la propria lotta a bassa intensità. L’autrice trae la conclusione che il terrorismo sia una strategia inefficace per ottenere risultati politici, dato che mai nella storia recente è riuscita a ottenere granché. Riesce però a prolungare le guerre, ad allungare la vita del gruppo ribelle e di provocare danni ad un costo molto basso.

COSTI – Ma, allora, ci si potrebbe chiedere, non potrebbe essere che i gruppi terroristici perdono per la scarsezza di risorse a propria disposizione? Sorprendentemente, Fortna rivela che non c’è correlazione tra il ricorso al terrorismo e le risorse di un gruppo militante.

La ricerca della Columbia University sembra rassicurare che i terroristi non vinceranno, a prescindere dall’intervento militare occidentale. «Ogni guerra contro il terrorismo sarà lunga e dispendiosa, e lo sarà a prescindere dal nostro intervento in essa», scrive Fortna. Tuttavia, America ed Europa continuano a essere attraversate da dibattiti su come difendersi ed organizzare nuove operazioni militari. Il terrorismo forse non otterrà grossi risultati dal punto di vista politico, ma i suoi effetti psicologici sulla gente sono molto forti.

Alessio Perrone
@alessioperrone

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