Strage dell’Heysel, la verità del portiere Bruce Grobbelaar

La strage dell'Heysel (fonte: stopandgoal.net)

La strage dell’Heysel (fonte: stopandgoal.net)

Il 29 maggio 2015 sarà l’anniversario della strage dell’Heysel, la terribile tragedia avvenuta nel 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles in occasione della finale di Coppa dei Campioni disputatasi tra Juventus e Liverpool, in cui morirono 39 persone.

COSA ACCADDE - La tragedia fu causata, secondo le ricostruzioni, dagli hooligans che, a circa un’ora dall’inizio della partita, iniziarono a spingersi e a sfondare le reti metalliche che li dividevano dal settore Z, in cui si trovavano numerosi tifosi italiani. Gli spettatori, italiani e non poiché il settore dedicato agli juventini si trovava nella curva opposta a quella inglese, si trovarono intrappolati tra due barricate, poiché la fuga verso il campo gli fu impedita dalle forze dell’ordine belghe e si trovarono costretti a schiacciarsi ed ammassarsi contro il muro opposto alla tifoseria inglese: oppresso da un forte peso, il muro crollò poco dopo, causando la morte di 39 persone, rimaste schiacciate e calpestate dalla massa di persone in fuga, e il ferimento di 600 persone.

LA TESI DI BRUCE GROBBELAAR - A trent’anni dalla dramma dell’Heysel l’allora portiere del Liverpool Bruce Grobbelaar ha riportato una differente versione dell’incidente e, in un’intervista rilasciata a Repubblica, ha espresso tutto il suo scetticismo sull’accaduto, sostenendo che gli artefici della strage non furono veri tifosi inglesi ma alcuni esponenti dell’estrema destra della Gran Bretagna.
Bruce Grobbelaar racconta come durante la giornata il clima tra tifosi juventini e inglesi fosse ottimale e, tra le strade della città di Bruxelles, i visitatori di entrambe le nazionalità si trovassero in allegria a festeggiare e a giocare a calcio per le strade.

Bruce Grobbelaar (fonte: thedaisycutter.co.uk)

Bruce Grobbelaar (fonte: thedaisycutter.co.uk)

«Non posso credere che l’atmosfera sia cambiata allo stadio. Io credo a un’altra cosa – ha affermato il portiere – Liverpool era odiata, c’era invidia per i suoi successi nel calcio. Mia suocera era venuta alla partita, si era imbarcata con un traghetto. Anche mia madre era lì. Per la prima volta si muoveva dal Sudafrica per la finale: la chiami, confermerà tutto. Mia suocera mi raccontò che all’imbarco c’erano dei tipi che distribuivano volantini su cui c’era scritto che sarebbe stata l’ultima partita in Europa del Liverpool. Avevano le braccia tatuate con gli stemmi di alcune squadre di Londra. Erano del National Front, l’estrema destra. Ho provato a indagare».
Una tesi che, come afferma Bruce Grobbelaar, al momento non è attestata da alcun tipo di prova, poiché lo stesso ex calciatore sostiene di non essere riuscito a trovare dichiarazioni certe che attestino la sua idea, nonostante abbia frequentato i locali del National Front per indagare; il portiere sostiene comunque che gli artefici furono militanti dell’estrema destra di Londra «venuta apposta per fare quel che fece. Scatenarono l’assalto e andarono subito via. Perciò non li hanno mai trovati».

 

In ricordo delle vittime della strage dell’Heysel la squadra della Juventus, nella giornata di sabato durante la partita giocatasi contro il Napoli allo Juventus Stadium, ha esposto uno striscione contornato da cartelli con il nome delle vittime.

Alessia Telesca

foto: stopandgoal.net; thedaisycutter.co.uk

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