Strafalcioni da libreria, da Honoré de Baldrac a Il Fu Mattia Bazar

Le più divertenti storpiature dei classici della narrativa, per sorridere della nostra  diffusa ignoranza letteraria

di Laura Dabbene

Là dove si fermano conoscenza e cultura generale arrivano fantasia, improvvisazione e magari qualche sforzo di recupero dati da una memoria, quella umana, spesso fallace e capace di pastiches dall’esito sorprendente. È quanto può succedere in una qualsiasi libreria, dove si incontrano clienti disattenti e commessi altrettanto distratti, se non improvvisati o inesperti. Lo dimostra un divertente volume della Orme Editori c/o Vivalibri in cui si pregusta già dal titolo, Il buio oltre le seppie e altre storie da libreria, una carrellata di situazioni di fronte a cui si resta incerti: ridere o piangere?

Si passa dalla candida richiesta, naturalmente rivisitata, di un classico come Cristo si è fermato a Lebole di Carlo Levi a quella del più recente Premio Strega 2008, il romanzo di Paolo Giordano La moltitudine dei numeri dispari, passando per la curiosa ricerca del libro che tutti gli studiosi e appassionati di alta moda stanno aspettando da tempo, Il ritratto di Christian Dior. Chi ne esca più maltrattato e bistrattato, tra i grandi autori di tutti i tempi, è davvero difficile stabilire, ma si avvicina senza dubbio al primato il povero Honoré de Baldrac, seguito a piede libero dalla discussa giornalista Oriana Fallaci, derubata di una delle sue opere più famose a favore di un meno problematico Cincillà.

Ma non sono solo i clienti, per cui si può invocare l’attenuante di non essere proprio professionisti del settore librario, ad offrire queste perle di saggezza. Anche i commessi si ritagliano un ruolo da protagonista dello strafalcione quando, rispondendo ad una richiesta su un volume sui Monty Phyton, indirizzano il malcapitato verso il settore dedicato all’alpinismo, o quando si rammaricano, con chi sta cercando Il tamburo di latta, che non si trovino più questi balocchi d’altri tempi, consigliando di rivolgersi a qualche rigattiere o artigiano specializzato.

Quelli raccolti nel piccolo libro Orme Editori, può sorgere il dubbio, potrebbero anche essere costruiti ad hoc e frutto di un divertissement degli autori, cosa che sarebbe in parte consolante, ma come libraia anche chi scrive può portare la propria testimonianza a dimostrazione che davvero tutto può succedere. Nessuno mi ha mai chiesto Uccelli di rogo o Centomila anni di solitudine, ma è accaduto di vendere, seguendo la domanda dei clienti, Gli indifferenti di Alberto Moravìa (questione di accento…piccola cosa, ma determinante nel nostro sistema semantico) oppure 1984 di Orson Wells.

Ma attenzione, qualche brutta figura, non grave, ma divertente, può essere dietro l’angolo anche per i più preparati. Come quel distinto signore che, desiderando il romanzo Il paese delle prugne verdi, precisò che si trattava dell’opera di un’autrice tedesca, Herta Müller, che aveva pure vinto “un qualche premio”. Sì, il Nobel 2009 per la Letteratura.

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3 Risponde a Strafalcioni da libreria, da Honoré de Baldrac a Il Fu Mattia Bazar

  1. avatar
    cri 05/02/2010 a 11:19

    a me chiesero Io non ho paura edizioni Ammanniti…:-)

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  2. avatar
    Laura Dabbene 11/02/2010 a 17:07

    Grazie Cri per aver condiviso con noi questa “chicca”…dimostrazione che tutti gli esempi riportati nel libro possono essere veri!

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  3. avatar
    daniela vanni 17/05/2010 a 15:33

    Da piccola chiesi ad un edicolante “la settimana evangelistica” per mio padre… Sarebbe carino citare nel libro anche questa.

    Rispondi

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