Stelle cadenti in ritardo. Picco previsto per il 12 agosto

Perseidi, stelle cadenti o lacrime di San Lorenzo. Possiamo usare diversi modi, ma stiamo parlando dello stesso fenomeno celeste estivo che da sempre affascina milioni di persone.

La tradizione popolare segna sul calendario la notte del 10 agosto, quella d San Lorenzo, come data per volgere in naso all’insù e godersi lo spettacolo che si verifica quando la Terra attraversa una nube di polveri lasciata dal passaggio della cometa Swift-Tuttle. La scienza però rivela che in realtà si potrebbe iniziare già qualche giorno prima e proseguire per altri dieci giorni circa. Quest’anno poi il fenomeno, secondo gli astronomi, raggiungerà il suo picco nella notte del 12 agosto, spostamento dovuto alla precessione degli equinozi, con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora dalla Terra.

Se quindi avete passato la scorsa notte con la speranza di contare più stelle cadenti possibili, ma avete ottenuto “scarsi” risulatati, siete ancora in tempo per rifarvi gli occhi. Infatti, la notte di domani sarà il momento clou del fenomeno naturale, favorita anche dalla posizione della Luna che si trova nella fase di ultimo quarto e che “disturberà” l’osservazione con il suo chiarore solo alle prime luci dell’alba. L’Unione Astrofili Italiani (Uai) sottolinea che l’apice dell’attività sarà, però, registrata nelle ore diurne del 12 agosto. L’osservazione sarà quindi possibile solo via dominio radio, ma l’attività garantita sarà molto intensa anche nei giorni successivi, fino al 20 agosto.

Ma cosa sono in realtà queste scie luminose che vediamo nel cielo? Se diamo un tono scientifico all’osservazione dell’avvenimento naturale ci rendiamo conto che in realtà queste tracce luminose non hanno nulla a che fare con le stelle. Tecnicamente parlando, il nome più adatto da attribuire alla stelle cadenti è quello di “Perseidi”, perché esse sembrano provenire da un punto della volta celeste, detto radiante, situato poco sopra la costellazione di Perseo. Le stelle cadenti sono in realtà piccole particelle, della dimensione di un granello di sabbia che si consumano diventando polvere finissima alla velocità di qualche decina di chilometri al secondo.

Come avviene il fenomeno? Queste piccole particelle rocciose vengono “attratte” dalla Terra nella sua orbita attorno al Sole.  Il tutto ha inizio con l’ingresso nell’atmosfera terrestre del corpuscolo solido detto meteoroide. Questo (con velocità di qualche decina di km/s) entra nell’alta atmosfera e si riscalda trasformandosi in plasma, il quale poi si disperde nell’atmosfera. Il passaggio delle “stelle cadenti” nel cielo può durare un singolo breve attimo, da meno di un secondo a diversi secondi, ad un’altezza di qualche decina di chilometri. Gli sciami meteorici sono di solito prodotti dalle polveri lasciate dalle comete durante la loro orbita attorno al Sole le quali, entrando contemporaneamente in fiotti nell’atmosfera, producono una serie di scie che sembrano tutte convergere in un unico punto, chiamato “radiante dello sciame”. Le meteore molto luminose vengono chiamate “bolidi”, di solito quando sono più luminose della magnitudine -4. I meteoroidi che raggiungono il suolo si dicono meteoriti.  La luce emessa à dovuta alla diseccitazione degli atomi del meteoroide.

Dunque, anche dal punto di vista scientifico il fenomeno non perde il suo fascino e, che si tratti di stelle o meno, non possiamo negare la meraviglia che lo spettacolo ci regala ogni anno. Per osservarlo meglio si consiglia di andare in alta quota, ad almeno 100 chilometri dalla città. Tuttavia, chi non vuole spostarsi troppo da casa deve almeno cercare di evitare qualsiasi fonte di inquinamento luminoso. La spettacolo migliore lo si osserva puntando lo sguardo verso sud, dove il cielo evolve in maniera più bella.

 Sonia Carrera

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