Stefano Domenicali: addio alla Ferrari dopo 23 anni. 1 titolo e troppi dolori

Foto: sport.uk.msn.com

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Maranello – Stefano Domenicali si è dimesso da team principal della Ferrari, l’ufficialità è arrivata nel mezzogiorno con un comunicato ufficiale che ha evidenziato in questo provvedimento la decisione di un netto cambiamento, una presa di responsabilità. L’indiscrezione era trapelata nella prima mattina attraverso il blog del giornalista Leo Turrini che ha riportato come il manager italiani si sarebbe apprestato a lasciare il Cavallino Rampante, l’azienda nella quale è cresciuto ed entrato da giovanissimo, nel 1991. In questi anni, al comando della Gestione Sportiva, sono stati molti quelli che si sono scagliati contro di lui perché durante questo periodo di tempo, sono stati pochi, o pressoché nulli i risultati conquistati.

CADUTA LA PRIMA TESTA - «Lavoreremo giorno e notte per migliorarci e prenderemo le decisioni che dobbiamo prendere». Le parole di Montezemolo, rilasciate nel paddock di Sakhir, avevano iniziato a far pensare a cambi al vertice in a Maranello. Per la Ferrari, le profonde modifiche regolamentari del 2014, almeno sul progetto iniziale, rappresentavano la seria possibilità di tornare a vincere, di primeggiare grazie alla spinta dei propulsori, il vero punto di forza delle vetture del Cavallino Rampante. Le cose non vanno sempre come ci si aspetta tanto che dopo appena 3 Gran Premi, quello della F14T e della sua power unit si è mostrato come un flop di proporzioni smisurate da portare, o contribuire, alle dimissioni spontanee di Domenicali. Eppure la defezione del manager italiano non sarà l’unico terremoto che colpirà la Ferrari, altre personalità di rilievo potrebbero essere coinvolte.

Foto: corrieredellosport.it

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POCHE LUCI - Troppi insuccessi, poche luci e troppe ombre. Domenicali, arrivato a Maranello nel 1991, è cresciuto nell’ombra della Ferrari, fino ad assumere il ruolo di responsabile del team di Formula 1, a fine 2007, al posto di Jean Todt. Il manager italiano verrà ricordato per essere stati l’uomo dei titoli mancati: da quando è salito sul muretto della Ferrari, Domenicali ha portato a casa un solo titolo costruttori, nel 2008, quando a Massa sfuggì dalle mani il mondiale piloti all’ultima curva dell’ultima gara della stagione. Un tema ricorrente nella carriera da dirigente in Rosso dell’imolese: mondiali persi all’ultima gara anche ad Abu Dhabi del 2010 e in Brasile, nel 2012, con Fernando Alonso. Poi una stagione di transizione, il 2013, dove, nonostante l’inizio incoraggiante, il campionato è stato maggiormente contraddistinto dalle sconfitte che dalle vittorie. Le speranze erano tutte rivolte alla stagione in corso: a Maranello tecnici e ingegneri hanno lavorato quasi due anni sulla F14T, ma dopo appena due gare le speranze di tornare ai fasti di qualche anno fa sembrano essersi nuovamente azzerate. La decisione di lasciare il Cavallino Rampante per Domenicali era nell’aria, sembrava potesse giungere a fine stagione, ma la situazione di evidente crisi della Gestione Sportiva ha semplicemente anticipato i tempi.

NUOVI EQUILIBRI - Finalmente qualcuno che non è attaccato al proprio careghino! Domenicali lascia, da il buon esempio di assumersi le responsabilità di chi si trova in un posto di comando. L’italiano paga colpe che non possiamo definire sue, che sono di natura strutturale, l’ennesimo capro espiatorio da sacrificare dopo le defezioni che si sono susseguite in questi ultimi anni di Baldisserri, Dyer, Costa, colpevoli di errori irrimediabili. La Ferrari, a stagione in corso, dovrà trovare un nuovo equilibrio e forse, l’addio anticipato di Domenicali potrebbe non portare a un risultato concreto. Prendiamo spunto dal mondo del calcio, tanto volte cambiare allenatore a campionato in corso non è sempre la decisione che maggiormente paga e le aspettative che gli appassionati ripongono in Mattiacci sono tutt’altro che alla portata di tutti.

Foto: wobi.com

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CHI E’ MATTIACCI - A prendere il posto di Domenicali, già in Cina, farà il suo debutto al muretto del Cavallino Rampante, Marco Mattiacci, umbro di nascita ed ex presidente e amministratore delegato della divisione Nord America della Ferrari. 43 anni, sposato, ha tre figli dal 2001 al servizio dell’azienda automobilistica italiana più conosciuta nel mondo. Mattiacci è un uomo di finanza che non ha esperienze in campo sportivo, come anche Briatore quando iniziò la sua avventura in Benetton, e proprio per questo motivo sarà coadiuvato dall’ingegner Colletta. Il 43enne rappresenterebbe la prima pietra di un rinnovamento collettivo per il team di Maranello all’interno del reparto corse: Mattiacci sarebbe stato scelto dalle alte sfere di Torino, un nome gradito a Sergio Marchionne.

MONTEZEMOLO IN BILICO? - Luca di Montezemolo ha accettato le dimissioni di Domenicali e lo ha ringraziato per il lavoro svolto fino ad oggi per il Cavallino Rampante. L’elezione di Mattiacci a nuovo team principal della Rossa, secondo i primi rumors, proviene da Torino, dalla Fiat. Quello del 43enne è un nome molto gradito non solo a Marchionne ma anche al Chrysler Group. Il sisma che ha colpito Maranello, potrebbe scuotere anche la posizione di Luca di Montezemolo, nonostante l’attuale elezione a numero uno dell’azienda per i prossimi tre anni. Una ristrutturazione dell’intero reparto corse che potrebbe andare a colpire anche la vetta Ferrari.

foto homepage: motorionline.com

 

Eleonora Ottonello
@lapisinha

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