Stato-mafia: Naimo verrà ascoltato e Riina rinuncia a partecipare

Stato-mafia

Nino Di Matteo (navecorsara.it)

Si è svolta ieri a Palermo la nuova udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia avvenuta all’inizio degli anni novanta.

UN PROCESSO INTERNAZIONALE - Ieri ad assistere all’udienza c’era anche un “ospite” internazionale, ovvero un giudice della Corte suprema di Tokyo Uchida Satoru. Per la precisione, Satoru giudice del Criminal Affair Buro della capitale giapponese Tokyo. Il magistrato ha detto: «Abbiamo fatto un visita di studio in Italia. Prima sono stato a Roma, poi a Firenze e adesso a Palermo. Per me è una bella esperienza». Satoru ha incontrato i pm che rappresentano la pubblica accusa Antonino Di Matteo, Vittorio Teresi, Roberto Tartaglia e i giudici della Corte d’Assise.

LA DIFESA NON CI STA - L’avvocato difensore di Antonino Cinà si è opposto all’audizione del collaboratore di giustizia Rosario Naimo. Durante l’apertura dell’ultima udienza, i pm avevano infatti chiesto di sentire la deposizione del pentito. La difesa di Cinà si è opposta in quanto la Procura «non ha depositato il verbale illustrativo» del verbale con le dichiarazioni di Naimo. Di Matteo ha detto di avere depositato «a disposizione delle parti soltanto le dichiarazioni rese da Naimo sul ruolo svolto da Cinà nel ’92 su fatti oggetto del processo».

LA DECISIONE FINALE - Alla fine, la Corte d’assise ha deciso, dopo essersi riunita brevemente in camera di consiglio, che Rosario Naimo e Fabio Tranchina saranno ascoltati in quanto «le circostanze dell’esame indicate dal pm sono, in tutta evidenza, assolutamente pertinenti con i fatti oggetto del processo». Il Presidente della Corte Alfredo Montalto ha detto: «le nuove prove testimoniali non appaiono né superflue né rilevanti».

RIINA NON PARTECIPA - Sempre ieri, Totò Riina ha rinunciato a partecipare all’udienza, seppur in videoconferenza. Martedì 4 marzo Totò u’ curtu si è sentito male ed è stato portato all’ospedale San Paolo di Milano. Inizialmente si era pensato ad un attacco cardiaco ma gli esami clinici avrebbero stabilito che si tratta di un’indigestione.

Giacomo Cangi

foto: navecorsara.it; quadernisocialisti.wordpress.com

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