Stato-mafia: Di Carlo parla di Mangano e Berlusconi

Stato-mafia

Marcello Dell’Utri (biografieonline.it)

È ripreso ieri a Palermo il processo sulla trattativa Stato-mafia avvenuta all’inizio degli anni novanta.

I RAPPORTI CON BERLUSCONI - Il collaboratore di giustizia Francesco Di Carlo non era presente ieri in aula ma ha deposto tramite una videoconferenza, e ha raccontato quello che sa su Vittorio Mangano, mafioso che visse nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi: «Ma quale stalliere di Arcore, Vittorio Mangano era un “soldato” di Cosa nostra, attento alla sicurezza della famiglia Berlusconi…». Ha poi aggiunto: «Nel 1974 incontrai in aereo per Milano Tanino Cinà, Mimmo Teresi e Stefano Bontade che stavano andando a Milano. Mi dissero che avevano in programma un incontro con Dell’Utri che conoscevo da pochissimo, così mi chiesero se volevo andare con loro e io andai negli uffici di Milano dove c’erano Dell’Utri e Berlusconi». Di Carlo ha anche detto: «Prima avevo paura di raccontare le cose che sapevo, erano tempi diversi. Ci sono andato coi piedi di piombo, ora i tempi sono invece cambiati, perché finalmente si comincia a volere mettere le cose al suo posto per la ricerca della verità».

FATE FUORI GIULIANI - Un altro pentito, Rosario Naimo, ha invece raccontato delle ambizioni di Tòtò Riina di mietere vittime negli Stati Uniti d’America. Negli anni ottanta, Riina voleva uccidere l’ex Procuratore Federale di New York (che poi sarebbe diventato sindaco di New York) Rudolph Giuliani. Naimo ha raccontato che un giorno, quando viveva negli States, ricevette la visita di Benedetto Villico, un uomo d’onore che gli portò una lettera in cui si ordinava l’uccisione proprio di Giuliani.

NUOVE DEPOSIZIONI? - Durante l’udienza di ieri, i pubblici ministeri hanno chiesto di poter chiamare a deporre anche il pentito Fabio Tranchina. Di Matteo ha detto che Tranchina «va sentito per riferire sui rapporti intrattenuti con i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano nel periodo tra il 1991 e l’arresto dei Graviano, avvenuto il 27 gennaio 1994». Tranchina sarebbe in grado di rivelare «le confidenze che gli sono state fatte da Giuseppe Graviano in occasione dell’arresto di Salvatore Riina» a proposito «di precisi impegni già presi dall’organizzazione mafiosa e di rassicurazioni e garanzie già ottenute dall’organizzazione mafiosa anche in relazione alla modifica di parte della legislazione antimafia».

Giacomo Cangi

foto: quadernisocialisti.wordpress.com ; biografieonline.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews