Stabilimento Fiat di Melfi: scatta la cassa integrazione straordinaria

stabilimento Fiat di MelfiRoma – Scatta la cassa integrazione straordinaria per lo stabilimento Fiat di Melfi. A richiedere lo stop la stessa azienda, che ha inoltrato domanda per l’avvio della procedura. Una pausa di due anni dunque, dal prossimo 11 febbraio al 31 dicembre 2014, che servirà secondo l’azienda torinese a dare avvio a una fase di ristrutturazione aziendale, necessaria per la produzione di due nuovi modelli d’auto. «I periodi di cassa integrazione ordinaria e lavoro – si è affrettata a sottolineare l’azienda – saranno equamente distribuiti tra i dipendenti».

Una notizia inaspettata che segue solo di qualche settimana la visita in pompa magna presso lo stabilimento, fatta da Mario Monti in qualità di presidente del consiglio. I nuovi modelli che andranno in produzione nella primavera del 2014 saranno la 500 X e la Mini Jeep. Durante il periodo di cassa integrazione straordinaria, nello stabilimento Fiat di Melfi si proseguirà comunque con la produzione della Grande Punto.

Inevitabile il timore dei sindacati per la pausa inaspettata. Prima fra tutti la Fiom Cigl preoccupata poiché l’azienda non ha enunciato ancora i dettagli del progetto e neanche quali siano i termini di tempo previsti per la realizzazione dello stesso. Sempre dalla Fiom un appello anche alla Fiat e alle istituzioni regionali affinché vigilino sul corretto svolgimento della procedura di rotazione degli operai. Il riferimento a quanto avvenuto a Pomigliano è chiaro, qui infatti secondo la Fiom, sono state messe in atto delle perdite salariali e ingiustificate discriminazioni a danno dei lavoratori.

«La fase che si apre vedrà sicuramente un 2013 molto complicato per le note vicende legate al mercato dell’auto in particolare in Europa e in Italia – ha invece spiegato Leonardo Burmo della Fim Cisl – ma l’avvio della ristrutturazione offre allo stabilimento di Melfi prospettive future molto concrete, e lo impegna su una dimensione non solo più europea, ma mondiale e questo è l’aspetto più significativo e importante per una rapida uscita dalla crisi e di garanzia per il futuro del lavoro in Sata».

Angela Piras

Foto: oltrefreepress.com

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