Sperma artificiale, dal laboratorio un aiuto per gli uomini non fertili

Sperma umano artificiale: potrebbe diventare realtà

La produzione di sperma umano artificiale, interamente ‘fabbricato’ in laboratorio, potrebbe presto diventare una realtà: lo affermano i dati di due ricerche che hanno condotto ad altrettante scoperte riguardo un procedimento rivoluzionario che consentirebbe, anche agli uomini non fertili, di avere dei figli con il proprio Dna, escludendo così il ricorso all’adozione oppure ad un donatore esterno alla coppia.

Sulla rivista scientifica «Asian Journal of Andrology» e sul «Daily Telegraph» sono apparse notizie riguardo questo tema nonchè i risultati di due esperimenti condotti in Germania e in Israele che hanno immediatamente suscitato commenti positivi da parte degli esperti a partire dal professor Stephen Gordon dell’Epsom Hospital del Surrey, «un incredibile passo avanti».

I ricercatori tedeschi, guidati da Stefan Schlatt della Munster University, hanno utilizzato cellule estratte dai testicoli di un topo per fare crescere sperma in laboratorio, e anche quelli isareliani, sotto la direzione di Mahmoud Huleihel della Ben Gurion University di Beersheba, hanno ottenuto gli stessi risultati attraverso una tecnica appena differente, ma sempre ricorrendo a cellule di roditori.

I responsabili dei due team di studio sono ottimisti sui potenziali del procedimento. Huleihel in particolare ha dichiarato che  la quantità di sperma prodotto artificialmente – privo di danni genetici – sarebbe stata sufficiente per far nascere dei topolini e, sebbene cauto sui tempi necessari per una sperimentazione con tessuti testicolari umani, si è detto fiducioso.

Sul quotidiano britannico è invece apparsa l’opinione autorevole del professor Richard Sharpe dell’Università di Edimburgo, secondo cui i topi potrebbero essere usati come ‘ospiti’ per far crescere lo sperma umano: «Da un tessuto dai testicoli dell’uomo si possono estrarre le cellule da inserire sotto la pelle di un topo per un periodo di incubazione. Quindi si potrà estrarre lo sperma umano e usarlo per la fecondazione artificiale». L’unico ‘accorgimento’ è che non vi sia alcuna presenza di cellule di topo, cosa che, per Sharpe, è possibile.

Con questo trattamento il problema dell’infertilità maschile, crescente secondo i dati raccolti negli ultimi anni, potrebbe trovare nuove soluzioni per coloro che volendo diventare padri non sono disposti a crescere una prole con codice genetico diverso dal proprio. Dopo la maternità ad ogni costo, è l’ora della ‘riscossa’ dei padri?

Laura Dabbene

foto wakeupnews.eu

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