Spending review. Tagli alla Sanità: Monti cura o ammala?

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Renato Balduzzi

Già nell’estate del 2011 avevamo assistito ai tagli varati dal Governo con le riduzioni dei trasferimenti di 600 milioni per la farmaceutica e 1,2 miliardi per il personale sanitario e adesso arriva il secondo colpo di quella mannaia. Il ministro della Salute Renato Balduzzi illustrando la riorganizzazione in atto nella sanità dichiara: «I posti letto negli ospedali pubblici diminuiranno di settemila unità già all’inizio del 2013».

I tagli imposti dal governo fanno vacillare anche i sostenitori di Monti. I sindacati sono già in rivolta, poiché questa decisione è un altro colpo assestato ai dipendenti statali. Critici i sostenitori del Pd e non solo. Di Pietro dichiara: «un Paese di poveri e di disoccupati e senza stato sociale è un Paese che non può crescere». Bersani cerca di riportare la calma garantendo che in Parlamento è pronto «a fare la sua parte», a patto che si eviti «la rottura istituzionale con le Regioni».

C’è invece chi spezza una lancia a favore della spending review, la Corte dei Conti per esempio elogia il lavoro del Governo: «È il primo provvedimento in cui si va verso una revisione qualitativa della spesa», ma non solo, anche Rehn, il commissario europeo agli Affari Economici, ha espresso il suo apprezzamento per le misure anti-sprechi: «apprezzo molto gli impegni dell’Italia in campo economico e fiscale».

La riorganizzazione sanitarianon prevede nessuna chiusura di piccoli ospedali, ma una riduzione dei posti letto tra privato e pubblico. Ma stando alle dichiarazioni della Cgil, che accusa lo Stato di “compromettere i servizi dei cittadini”, il decreto rischia di provocare la chiusura di 100 reparti ospedalieri. Il decreto, inoltre, affida il taglio dei posti letto direttamente alle Regioni e sarà mediamente del 10%. Tra le Regioni che dovranno tirare di più la cinghia appare il Molise con il suo 33%, seguito dalla

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savonanews.it

Provincia di Trento e dal Lazio (20%); paradossalmente vi sono anche Regioni che vedrebbero aumentare il numero dei posti letto, come la Basilicata e la Campania, rispettivamente del +0,7% e del +3,3%.

Secondo il ministro della Sanità «i posti letto diminuiranno, secondo una stima approssimativa, di circa settemila unità, per un totale di 7,9 miliardi sommando gli effetti della spending review a quelli della manovra estiva del 2011», precisando che «nel 2013 ci saranno 4,3 miliardi in meno e 2,7 in meno per il 2014».

Inizia adesso la lotta agli sprechi, che fa riferimento a tutte quelle procedure per l’acquisto di beni e servizi che ci costano 34 miliardi di euro l’anno; in certi casi la Sanità spende 4-5 volte in più del necessario. L’obiettivo è quello di rendere più efficiente la spesa pubblica, senza dimenticare che la tutela della salute è un diritto del cittadino assicurato dalla Costituzione.

Giulio Mercadante

foto || aido.it; savonanews.it; abruzzoindependent.it

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