Spending review. Decreto di poco peso e salta il taglio alle pensioni d’oro

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Enrico Bondi

RomaNiente tagli alle pensioni d’oro sopra i 6mila euro dei gran commis. E’ quanto riporta Chiara Scalise, inviata Ansa, a proposito del ripensamento del Governo sulle indennità dorate. Ieri la proposta: l’emendamento sui tagli alle super pensioni non sarà approvato nel primo decreto legge sulla spending review all’esame della Camera ma – questa la promessa – rimessa sul tavolo insieme alle misure per lo Sviluppo.

Così, mentre il Parlamento lavora sul provvedimento di revisione della spesa, l’Esecutivo si preoccupa del provvedimento “Bondi” che dovrebbe rivedere le uscite per beni e servizi della pubblica amministrazione. Il nuovo decreto legge, tuttavia, pare di poco peso e di scarsa portata riformatrice, tanto che si parla dell’ipotesi di varare pacchetto da soli 4,2 miliardi nel 2012 e circa 7-10 miliardi per ognuno degli anni del biennio 2013-2014. Idea che, se dovesse prevalere, potrebbe far saltare la copertura per i terremotati emiliani e portare all’innalzamento dell’Iva che il Governo voleva scongiurare.

E’ possibile che il testo venga ancora modificato arrivato in Parlamento e possa essere accompagnato da un’altra tranche di misure. Il via libera del Consiglio, dunque, slitta da oggi alla prossima settimana, certamente dopo il Consiglio europeo di giovedì. ‹‹Questione di giorni››, dice infatti il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, che però sono importanti se – come pare – la riuscita o meno del vertice potrebbe causare la fine o meno del Governo in carica.

Per il due luglio, comunque, l’Esecutivo ha in programma un incontro con i sindacati. Le parti sociali insistono nel chiedere che sanità e pubblico impiego non vengano toccati né ridimensionati.

Intanto alla Camera si discutono le nuove regole per le offerte pubbliche. I Democratici frenano. Secondo l’emendamento del Pd approvato al Senato, si annullerebbero molte gare che – rivela il Tesoro – pesano sulle casse dello Stato per circa 1,2 miliardi di euro. La questione ha tenute banco al punto da aver rallentato i lavori delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali di Montecitorio, ragion per cui è stata accantonata.

Problema risolto per i risparmi di Camere, Quirinale e Corte costituzionale: l’indicazione c’è ma toccherà alle diverse istituzioni chiamate in causa decidere come, quanto e quando intervenire. Ferrovie e Poste saranno escluse dai tagli previsti dalla spending review.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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