Spagna: preoccupazione Onu dopo condanna di Garzon

Il giudice spagnolo Baltasar Garzón

Ginevra – L’Alto Commissariato dell’Onu per i Diritti Umani ha espresso forti preoccupazioni in seguito alla condanna del giudice Baltasar Garzon. Timori espressi dal portavoce, Rupert Colville, il quale ha affermato « I giudici non devono essere passibili di provvedimenti penali solo per aver fatto il loro dovere». E ha anche aggiunto: «La Spagna ha l’obbligo, secondo la legislazione internazionale – ha aggiunto Colville – d’indagare sulle ripetute violazioni ai diritti umani perpetrate sotto il regime di Franco».

Il giudice spagnolo Baltasar Garzón di fatto non potrà più esercitare la sua professione: è stato condannato per avere disposto delle intercettazioni illecite. La condanna prevede un’interdizione dalla professione di undici anni, decise verso la quale Garzon non potrà fare neanche appello.
Tutto ha preso avvio dal “caso Gurtel”, un’inchiesta condotta proprio da Garzon su una presunta rete di corruzione tra politica e imprenditoria. Da qui la decisione, nel 2009, di disporre tali intercettazioni illegali tra detenuti e difensori. Intercettazioni che però ne hanno causato la condanna, pronunciata all’unanimità dalla Corte spagnola, che lo ha ritenuto colpevole di abuso di ufficio e di violazione dei diritti costituzionali.

Attualmente risulta poi coinvolto in altri due processi: il primo relativo a un’inchiesta sugli scomparsi del franchismo, in violazione dell’amnistia proclamata nel 1977 che vietava ogni indagini sui crimini commessi durante il regime franchista; il secondo invece per presunta corruzione. A Garzon pare resti la possibilità di fare ricorso presso la Corte costituzionale o alla Corte europea dei diritti umani.

                                                                                                                                                                                                                          Angela Piras

Foto: il secoloxix.it; siempre.com

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