Spagna, un passo indietro sull’aborto

Aborto

Il Ministro della Giustizia spagnolo, Alberto Ruiz Gallardòn.

L’indignazione e le critiche non sono cessate da quando il Ministro della Giustizia spagnolo, Alberto Ruiz Gallardòn, ha presentato la proposta di riforma della legge sull’aborto più restrittiva della storia democratica spagnola, che riporta la disciplina sulla condizione della donna a trent’anni fa. Le polemiche arrivano da molti settori della popolazione, soprattutto associazioni femminili, ma anche da organismi pubblici nazionali e internazionali, come le Nazione Unite o l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nonostante manchino ancora diverse votazioni all’interno degli organi legislativi prima che la proposta ritorni al Consiglio di Ministri per la deliberazione per poi raggiungere il Parlamento, che deciderà definitivamente sull’ approvazione della riforma, è già chiaro che sarà una decisione impopolare.

LA RIFORMA – La riforma disegna un quadro giuridico più severo di quello che disciplina i Paesi tradizionalmente cattolici, come l’Italia o la Polonia, e sostituisce la legislazione vigente dal 2010 che ha consentito l’aborto libero fino alla quattordicesima settimana. In questo senso, si passa da un requisito temporale per l’aborto a dei requisiti fissi stabiliti dal legislatore, come nel caso di stupro o rischi per la salute della madre. Inoltre, viene esclusa la condizione per abortire di malformazione del feto, e dunque si permetterà l’interruzione della gravidanza solamente nel  caso in cui la madre non sia psicologicamente in grado di tenere un figlio con menomazioni psicofisiche. Anche per le minorenni la legislazione si indurisce e le stesse avranno bisogno dell’autorizzazione dei genitori o, nel caso di controversie, la deliberazione di un giudice per abortire.

LE CRITICHE – Numerose organizzazioni internazionali, tra le quali le Nazione Unite o l’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvertono che limitare l’aborto comporta non solo il rischio di praticare una interruzione della gravidanza in clandestinità, ma anche la morte di molte donne. Per questo, le voci di dissenso si sono alzate contro la nuova legislazione soprattutto da parte dell’organizzazioni femminili, che hanno manifestato contro la riforma e per la difesa di un aborto libero, sicuro e gratuito. Inoltre, il Ministro francese alle Pari Opportunità, Najat Vallaud-Belkacem, ha dichiarato che la nuova legge sarà un passo indietro nell’ambito dei diritti delle donne, esprimendo la sua preoccupazione per il Paese confinante.

aborto

Manifestazione contro la nuova riforma della legge sull’aborto. Fonte: EFE.

DIVISIONE NEL PARTITO DI GOVERNO – Oltre alle critiche da parte della popolazione e le avvertenze della comunità internazionale, la riforma ha portato anche a divisioni all’interno del Partido Popular. La delegata al governo di Madrid ha dichiarato che lei è più favorevole a una legislazione temporale di quattordici settimane che a una legge che si basi in requisiti fissati dal legislatore. Anche Jose Antonio Monago, sindaco di Extremadura, si è unito alla generale indignazione e ha ribadito il concetto che nessuno può negare il diritto di una donna a essere madre e neanche obbligare alcuna donna a esserlo. Sono solo due esempi del conflitto di opinioni esistente sulla polemica legge che si ha  tra i settori moderati e conservatori nel partito di centrodestra spagnolo. Ma, nonostante ogni membro del partito abbia le proprie idee, il voto per la riforma sulla legge dell’aborto non sarà segreto e i membri del partito dovranno votare all’unanimità.

CONSERVATIVISMO TEOLOGICO COME LEGGE – La dottrina sulla restrizione dell’aborto viene dai settori più fondamentalisti e cattolici del partito di governo della Spagna. I conservatori avevano già manifestato nel programma elettorale la volontà di modificare l’ultima legge sull’aborto redatta dal precedente governo socialista, anche se il nuovo testo si sarebbe discostato dalle prerogative dell’Unione Europea. Per di più, la nuova legge è considerata da molte donne come classista e ipocrita, in quanto condurrà a una situazione in cui soltanto le donne più abbienti potranno recarsi a Londra per sottoporsi a un aborto sicuro, mentre le donne sprovviste dei mezzi finanziari necessari non avranno nemmeno la possibilità di decidere se continuare o no la gravidanza. In Spagna si ritorna così all’epoca in cui lo Stato e la Chiesa erano una sola entità.

Sandra Alvarez

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews