Spagna: Pablo Pineda primo conduttore tv con sindrome di Down

Pablo Pineda, il primo uomo Down a condurre un programma tv (www.downverso.it)

Pablo Pineda, il primo uomo Down a condurre un programma tv (www.downverso.it)

Madrid -  È andata in onda lo scorso sabato, 21 settembre 2013, la prima puntata di Piensa en positivo, il nuovo programma della televisione pubblica spagnola interamente presentato da una persona con sindrome di Down. Il nuovo format è un reality show che promuove l’inclusione sociale delle persone disabili nel mondo del lavoro e prevede 12 puntate da 30 minuti ciascuna, durante le quali si intrecceranno le storie di tre protagonisti disabili attraverso un tema conduttore: la formazione scolastica è stato l’argomento scelto per la prima puntata, durante la quale i partecipanti sono stati accompagnati da una telecamera durante la loro quotidianità universitaria e anche in alcuni momenti della loro vita privata. Non solo: durante la trasmissione, il conduttore mostrerà al pubblico, di puntata in puntata, svariati progetti e oggetti che, negli anni, sono stati sviluppati per permettere, in Spagna, una sempre più reale integrazione delle persone portatrici di disabilità nel mondo del lavoro.

Il presentatore affetto da sindrome di Down è Pablo Pineda, volto noto in terra spagnola per essere stato il primo laureato con sindrome di Down e per la sua performance nel film Yo También. Interpretazione, quest’ultima, che gli ha permesso di ottenere il premio come miglior attore nell’edizione 2009 del festival Internazionale del Cinema di San Sebastián, la principale manifestazione cinematografica in Spagna. Laureato in psicopedagogia, Pablo Pineda tiene anche delle conferenze in svariate università, sia in Spagna che all’estero, che hanno come argomento fondamentale la sua personale integrazione nel mondo della formazione scolastica e professionale. In una intervista pubblicata da «El Paìs» il 12 dicembre 2003 Pablo, che allora aveva 29 anni, raccontava di sé dicendo di aver scoperto di avere la sindrome di Down a circa sette anni: quando gli spiegarono nei dettagli di che cosa si trattasse, domandò: « […] sono stupido?». La risposta a questa domanda gliela diedero il diploma liceale in educazione prima e la laurea in psicopedagogia poi, ottenuta anche grazie al Progetto Roma, conosciuto in Italia come Progetto Malaga perché è il risultato di una collaborazione tra l’università di Malaga e il servizio neuropsicopedagogico dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.

Durante un intervento all’università di Cordova, Pablo ha detto:

«Ovvio che mi piacerebbe insegnare. Per questo ho studiato educazione […]. Però so che se finisco a fare il maestro sarà brutale per la società. Le famiglie continuano ad aver paura delle persone affette da sindrome di Down, paura che diventino maestri, paura che diventino il fidanzato o la fidanzata dei loro figli. Sono stanco di essere l’eterno alunno, l’eterno bambino, ora tocca a me dare qualche lezione».

E una grande lezione di vita, Pablo Pineda la dà a tutti noi proprio attraverso la conduzione del programma televisivo Piensa en positivo che dimostra la sua totale integrazione, sia nel mondo del lavoro che nella società.

Il programma, sponsorizzato dalla compagnia Telefόnica, è stato sviluppato con l’obiettivo principale di rendere esplicite le fasi per raggiungere una integrazione nel mondo del lavoro, quindi nella società, partendo dalla formazione scolastica, a tutte le persone disabili. Il format è stato prodotto da Viento y agua Films, la stessa società di produzione del programma televisivo Un mundo mejor. Una sezione di questo format, non a caso, s’intitolava Pensare positivo e descriveva tutti i nuovi progetti che le aziende spagnole hanno sviluppato per migliorare l’inclusione dei disabili nel mondo del lavoro, all’interno della seconda edizione dei Telefόnica Ability Awards, una manifestazione che premia le aziende e le istituzioni spagnole che sviluppano modelli di lavoro sostenibili per ottenere appunto la totale inclusione delle persone affette da disabilità nel mondo del lavoro. Il reality presentato da Pineda prende spunto proprio da questi progetti e li sviluppa raccontando al pubblico le reali fasi che bisogna attraversare per ottenere una qualsivoglia integrazione, partendo dalla formazione scolastica che è essenziale per migliorare la qualità della vita per tutti.

Mariangela Campo

Foto: www.ilrestomancia.info; www.downverso.it

 

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