South Stream: il collegamento politico

MoscaAlexey Miller, top-manager di Gazprom, ha annunciato il 7 dicembre 2012 come data definitiva dell’inizio dei lavori per la costruzione del gasdotto South Stream che collegherà la Russia con i Paesi del sud Europa e correrà sul fondo del Mar Nero. Nonostante il progetto, per difficoltà di carattere politico fosse stato rimandato al 2013, i piani di avvio dei lavori nel 2012 sono stati ripristinati dopo una forte spinta dell’allora primo ministro Putin.

Il 14 e 15 novembre 2012 sono stati firmati i contratti con l’ultimo Paese coinvolto, la Bulgaria, che in cambio di un notevole sconto sul prezzo del gas (del 20%, considerato che gli altri Paesi partecipanti sono riusciti a ottenere sconti dal tra il 10 e il 15%) ha rinunciato a esercitare i diritti derivanti dal transito del gas sul territorio bulgaro. Per il momento Gazprom ha in mano i contratti con tutte le nazioni sui cui territori passerà la rete e che aumenterà il peso politico della Russia in Europa. Ungheria, Slovenia e Serbia, avendo già ottenuto sconti sul gas e partecipazioni in vari investimenti, avevano già sottoscritto l’accordo.

Le prime consegne di gas tramite il South Stream sono previste per l’inizio del 2016, la potenza massima – 63 miliardi di metri cubi all’anno – sarà raggiunta nel 2018. La compagnia gestrice del gasdotto è la South Stream Transport, il cui 50% è di proprietà di Gazprom, 20% di Eni e 30% della combinata tra la tedesca Wintershall e la francese EdF. Il costo del progetto, aumentato diverse volte, adesso va stimato in sedici miliardi di dollari (circa dodici miliardi di euro).

È un fatto noto che, nella Russia moderna, la vendita di gas non è solo la base dell’economia crescente ma anche uno strumento politico. I Paesi che si oppongono politicamente a Putin, subiscono come sanzione l’aumento del prezzo del combustibile azzurro, mentre i Paesi leali (come la Bielorussia) godono di notevoli sconti. Storicamente tutti i Paesi dell’Europa dell’est dipendono dalle consegne del gas russo, ma anche la Russia a sua volta deve gestire i processi politici dei Paesi in cui il gasdotto transiterà, soprattutto dell’Ucraina che nel 2005-2006 e 2008–2009 ha provocato una crisi energetica nei Paesi dell’est Europa, usando senza autorizzazione gas russo destinato ad altri Paesi.

C’è da sottolineare inoltre un fatto sorprendente: il gas russo per i “fratelli est europei” costa di più che per i Paesi della parte ovest. Gazprom è stata querelata dalla Lettonia accusandola di non avere una politica fissa sui prezzi e questo ha già comportato l’apertura di un’inchiesta da parte della Commissione Europea. Per esempio il prezzo pagato dalla Bulgaria (prima dello sconto di novembre 2012) era di 510 dollari Usa per mille metri cubi, mentre allo stesso tempo la Germania pagava 450 dollari.

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991 il sistema unico del trasporto del gas, costruito negli anni Ottanta e lungo 160 mila chilometri, è stato ereditato dai Paesi indipendenti. La Russia, avendo la maggior parte dei giacimenti di idrocarburi, per effettuare il commercio ha dovuto stipulare degli accordi con gli ex confratelli, i quali spesso utilizzavano il fatto del transito del gas nei loro giochi politici.  Con l’arrivo al potere di Putin, il Cremlino con i due super-progetti energetici Nord Stream (gasdotto che dall’ottobre 2012, attraverso il Mar Baltico, trasporta il gas russo direttamente in Europa aggirando i confini dei Paesi baltici e Polonia) e South Stream, cerca a stabilire una nuova gerarchia energetica. La risposta al South Stream potrebbe essere il Nabucco, progetto di gasdotto dall’Asia Centrale (Turkmenistan, Iran e provincia del Kurdistan in Iraq) tramite la Turchia, destinato di alleviare la dipendenza europea dal gas russo.

Il Nabucco fa parte dei progetti infrastrutturali in campo energetico ritenuti prioritari dall’Unione Europea e dovrebbe ricevere un finanziamento di 200 milioni di euro nel quadro del Programma di sostegno alla ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell’energia. Il Commissario per l’Energia, Andris Piebalgs, ha più volte sostenuto il progetto descrivendolo come fondamentale per la sicurezza dell’approvvigionamento europeo e non concorrente rispetto a quei progetti portati avanti dai singoli Stati membri e compagnie europee, principalmente il South Stream. Economicamente e politicamente, è ovvio: quello tra i progetti South Stream e Nabucco che partirà per primo, cancellerà o danneggerà in modo incisivo l’altro. Da questo punto di vista la Russia ha fatto un passo importante per riconquistare l’influenza politica in Europa.

South Stream – informazioni: 63 miliardi di metri cubi/anno – potenza stimata; 900 km – la lunghezza totale della parte sottomarina; 2250 m – la profondità massima raggiunta dal gasdotto nel Mar Nero.

Anastasia Samaeva

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