Sopraffatti dai debiti? Niente panico: c’è l’esdebitazione

crisi economica - europinione.it L’impossibilità di far fronte ai propri debiti è una delle conseguenze derivanti dall’attuale crisi economica, già sfociata in una vera e propria questione sociale, cui si deve la nascita di quello che è tristemente diventato un trend, ovvero, l’esclusione sociale: il debitore sovraindebitato subisce “l’umiliazione di essere diventato povero” e viene emarginato in quanto colpevole di non essere stato capace di gestire la propria posizione finanziaria.

Ciò avviene avendo già pagato il fio dell’esilio dal mercato economico, quando negato ogni tipo di finanziamento da parte degli istituti di credito, è venuto altresì a mancare il sostegno concreto del welfare.

Certo, viviamo in una realtà in cui i consumi sono portati all’eccesso e il fenomeno “globalizzazione” ha indubbiamente costituito lo stimolo a spendere di più.

Eppure, sebbene l’eccesso di consumi sia stato riconosciuto tra le cause dell’odierna emergenza economica, non può sottovalutarsi il peso esercitato da talune circostanze eccezionali e non prevedibili come divorzio, licenziamento o la morte di un membro della famiglia produttore di reddito, su quello che, fino all’evento causa di sconvolgimenti, era l’ordinario benessere di un nucleo familiare.

Se poi si pensa alle speculazioni condotte in passato dagli istituti finanziari, che hanno concesso credito in maniera sregolata, si comprende come spesso si diventi debitori per necessità e non per scelta.

A fronte di un tale scenario, il legislatore ha introdotto la “legge sul sovraindebitmaneto civile” per offrire una via d’uscita alle persone fisiche ed ai consumatori, ma anche all’imprenditore agricolo ed alle piccolissime imprese commerciali e artigianali, che non hanno più il privilegio di essere risparmiatori e lo ha fatto, dapprima, concedendo loro la possibilità di programmare, con l’aiuto di professionisti della crisi (la legge li chiama “Organismi di composizione della crisi”) e sotto l’occhio vigile del giudice, un “piano di risanamento” che consenta di pagare i propri debiti secondo le proprie possibilità e in un arco di tempo più esteso rispetto alle scadenze imposte dai singoli creditori.

In tal modo, chi annaspa sotto il peso dei debiti, può tirare un sospiro di sollievo e cercare di accontentare le richieste dei creditori senza essere pressato dalla necessità di pagare “tutti e subito”.

E se, dopo aver portato a compimento il “piano”, ci sono creditori scontenti? Anche a questo oggi c’è la soluzione: si può essere liberati totalmente dai debiti residui con la “esdebitazione” (liberazione dei debiti), che consente a tutte le persone il cui stato di dissesto economico non si sia risolto, pur dopo aver escogitato un piano di risanamento, di vedere cancellati, a talune condizioni (prima fra tutte, aver collaborato diligentemente al buon esito del piano di risanamento), tutti i debiti eventualmente rimasti, così da intraprendere quello che gli americani chiamano “fresh start”, un nuovo inizio: economico e sociale, libero dai precedenti vincoli di pagamento.

Ci vorrà un po’ di tempo per abituarsi all’idea, ma il diritto concorsuale del debitore civile non imprenditore è ormai una realtà, una possibilità (si spera) efficace offerta dal sistema in risposta alle disperate necessità di quegli individui che, schiacciati dal peso delle proprie responsabilità, rischiano di risolvere la propria condizione d’indebitamento ricorrendo a mezzi tragicamente estremi.

dialogi

Copertina “Il sovraindebitamento civile: Sistemi giuridici europei alla prova del dialogo” di Antonio Sarcina

A seguito di questo nuovo approccio del legislatore, esperti, italiani ed internazionali, sono alle prese con gli approfondimenti delle innovazioni introdotte per vagliarne congruità e praticabilità. La fenomenologia non può che guardarsi ed affrontarsi in una visione d’insieme dei sistemi giuridici europei ed internazionali. Tra i primi e più recenti esiti di questi studi, Il sovraindebitamento civile e del consumatore: Sistemi giuridici europei alla prova del dialogo di Antonio Sarcina et a., a cura di EuriConv, 2014.

Non può certamente sottovalutarsi l’impegno profuso dalle associazioni dei consumatori da sempre in prima linea anche in questo particolare ed assai sensibile ambito di tutela.

Proprio su impulso del Movimento Difesa del Cittadino è recentissimamente intervenuta la sentenza del Tribunale di Pistoia che ha accordato ad un consumatore un piano di rientro al cospetto della comprovata sua esposizione debitoria. Si tratta, in effetti, di uno primo significativo intervento del Giudice che ha permesso ad una anziana signora lo stralcio del 50% del suo indebitamento, onde consentirle di far fronte al pagamento del restante 50% nell’arco temporale di quasi 8 anni, diluito in 90 rate mensili e facendo affidamento solo su quella parte della pensione non destinata al sostentamento del nucleo familiare.

Come per l’impresa, anche per il privato cittadino ora si prevede la possibilità di avvalersi della esdebitazione. Debitore, ma soprattutto individuo portatore di Diritti e cioè avente diritto ad una esistenza libera e dignitosa.

Intanto qualche settimana sono arrivate altre buone notizie per i contribuenti dopo la sentenza del tribunale di Busto Arsizio che, grazie all’azione dell’avvocato Pasquale Lacalandra, ha riconvertito il debito di una impiegata in cassa integrazione nei confronti di Equitalia dell’87%, da 86mila euro a 11mila euro.

«Le procedure – spiega l’avvocato Lacalandra – riguardano i debitori non soggetti al fallimento (piccoli imprenditori, professionisti, privati in genere, ecc.). [...] Il procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento – dice l’avvocato – permette di rivolgersi al tribunale con una proposta che, se accolta, diventerà vincolante per i creditori, anche se non si prevede il pagamento integrale di tutti i debiti».

Redazione

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  1. avatar
    Marcella 13/12/2016 a 16:08

    Grazie alla Legge 3 2012 finalmente le persone normali posso tornare a respirare.
    Grazie

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