Soldati Usa annoiati si divertono uccidendo civili afgani

Logo del settimanale tedesco Der Spiegel

Washington – Sembrano scene tratte dalla storia colonialista europea del 19° secolo. Soldati sorridenti davanti all’obiettivo ritratti accanto ai corpi straziati e mutilati delle loro vittime. Der Spiegel, il famoso settimanale tedesco, ha pubblicato tre scatti che mostrano le nefandezze compiute dall’esercito americano in Afghanistan. L’esercito statunitense ha tentato di tenere nascosti gli abusi perpetrati da alcuni membri del proprio contingente nel Paese centro-asiatico, ma dopo la notizia apparsa nella stampa tedesca si è affrettato a chiedere ufficialmente scusa: «Presentiamo le nostre scuse per la sofferenza provocata da queste foto», ha dichiarato l’esercito in un comunicato.

Jeremy Morlock

Due delle foto pubblicate dal Der Spiegel risalgono al 15 gennaio 2010, e ritraggono Jeremy Morlock e Andrew Holmes mentre posano a turno accanto al cadevere di Gul Mudin, figlio di un agricoltore. I due scatti appartengono ai due imputati, i quali vengono accusati dalla stampa tedesca di aver ucciso per puro divertimento. Ma anche se fosse stata un’azione di guerra è comunque agghiacciante il modo in cui viene trattato il cadavere. La vittima, infatti, viene tenuta per i capelli e mostrata come un trofeo.

Per il settimanale tedesco si tratta di militari “andati fuori controllo”. Diversi soldati dell’unità a cui appartengono i due militari americani, Morlock e Holmes, sono infatti finiti tra le maglie della giustizia militare statunitense e cinque di loro sono stati convocati dalla Corte marziale. Il “Kill Team”, come è stata ribattezzata dal Der Spiegel l’unità militare statunitense incriminata, avrebbe operato tra gennaio e maggio 2010, organizzando la caccia e l’uccisione di almeno tre civili afgani per puro divertimento. I fatti contestati ai presunti colpevoli sono avvenuti nella provincia di Kandahar. A rendere ancora più pesante la posizione giuridica degli imputati, sarebbe il fatto che alcuni di loro avrebbero smembrato i cadaveri, conservandone alcune parti per poter poi scattare foto accanto alle vittime-trofeo. Nella terza foto pubblicata dal settimanale i cadaveri di due vittime sono appoggiati di schiena davanti a un carro armato.

Nel suo comunicato stampa l’esercito americano fa sapere che i fatti mostrati nelle foto «ci ripugnano in quanto esseri umani e sono contrarie ai principi e ai valori dell’esercito degli Stati Uniti». Le azioni dei soldati incriminati sono ora oggetto d’inchiesta ed è già iniziato il processo davanti alla Corte marziale. Il settimanale tedesco è convinto che gli Usa abbiamo fatto di tutto per mantenere nascosto lo scandalo che la pubblicazione di queste foto avrebbero comportato per l’esercito americano. Lo Spiegel ci ha impiegato cinque mesi ad avere le foto-scandalo. «Ne pubblichiamo solo una parte infima – ha infatti scritto il cronista tedesco – tre foto su circa 4mila scatti e video, giusto ciò che è indispensabile per raccontare la storia di una guerra che è comiunciata con le migliori intenzioni, che doveva cacciare i terroristi di Al Qaida in Afghanistan, che era autorizzata da un mandato Onu, ma che da molto tempo è diventata un’altra guerra».

Sabina Sestu

Foto: upload.wikimedia.org, www.jeremymorlockdefense.com;

Preview: www.thewe.cc

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