Siria: generale disertore denuncia l’uso di armi chimiche

Siria

Ancora bombe in Siria

Siria – Assad e i suoi uomini avrebbero fatto ricorso ad armi chimiche in occasione dell’attacco compiuto, la vigilia di Natale, nella regione di Homs: a muovere l’accusa è una voce in passato particolarmente vicina al regime, quella del generale Abdulaziz Jassim al-Shalal, a capo della polizia militare prima di disertare e passare con i ribelli. La notizia, immediatamente ripresa dalla stampa internazionale, è riportata dal Times insieme a un vecchio video nel quale il generale motiva la propria decisione di cambiare fronte.

Già alcuni oppositori avevano denunciato l’impiego di armi chimiche ma, in questo caso, particolarmente rilevante è il fatto che l’accusa sia mossa dal militare di più alto rango ad aver abbandonato il regime di Assad che, secondo l’ex capo della polizia militare, avrebbe oramai completamente perso di vista l’obiettivo originario di proteggere la propria nazione per trasformarsi in un assassino. In particolare, si attendono ora le reazioni di Nato e Stati Uniti: l’eventuale impiego di armi di tipo chimico potrebbe infatti rivelarsi decisivo per un intervento militare nella regione, a lungo martoriata dal conflitto.

In attesa di capire quale sarà l’evoluzione dello scenario internazionale, arrivano però dalla Siria notizie poco confortanti: nelle ultime ore, un bombardamento nella provincia di Raqqa – situata nel nord del Paese, poco distante dal confine con la Turchia – avrebbe provocato almeno venti morti. Tra le vittime, ci sarebbero anche 8 bambini.

«Almeno 20 persone, tra cui tre donne e otto bambini, sono stati uccisi in un bombardamento del villaggio al-Qahtania, in provincia di Raqqa» riferiscono gli attivisti. Al momento, non sono risultano essere ancora chiare le circostanze dell’attacco ma, stando alle prime notizie trapelate, molti feriti non avrebbero neppure potuto ricevere i soccorsi più adeguati a causa delle numerose ambulanze fuori uso per l’assenza di carburante. Nella sola giornata di oggi, avrebbero perso la vita più di 80 persone, tra cui 21 bambini.

Mara Guarino 

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