Siria: altri 100 morti di cui 55 civili. La destituzione di Assad pare più vicina

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ansa.it

Nicosia – Massacro in Siria. Secondo il rapporto dell’organizzazione d’opposizione Osservatorio siriano dei diritti umani, è di almeno un centinaio di morti il bilancio delle violenze che ieri hanno nuovamente devastato la Siria. Cinquantacinque dei caduti, pare, fossero civili uccisi dalle forze di sicurezza del regimi di Bashar Al Assad, 40 dei quali nei pressi di Homs, 9 a Deraa e 5 nei sobborghi di Damasco, dove ieri le forze di sicurezza di Assad hanno condotto una pesante rappresaglia al fine di riprendere il controllo dei territori occupati dai ribelli. Per la stessa ragione, un altro massiccio intervento delle forze di sicurezza è stato operato anche a Idleb, nel nord-ovest della nazione.

Dice ancora l’Osservatorio attivista: fra le persone uccise vi sono almeno 10 soldati disertori, sei membri delle forze di sicurezza e 25 soldati dell’esercito regolare siriano. Pare, dunque, che anche il potere militare sia sul punto di abbandonare il premier Assad.

Dunque, la Siria è sempre più vicina alla guerra civile, fatto reso probabile non solo dagli scontri sanguinosi di Homs e Damasco – principali città del Paese – ma anche da un progressivo raffreddamento dei rapporti tra Siria e Russia. Quest’ultima non sembra più intenzionata a schierarsi apertamente con il dittatore Assad e pare sul punto di rivedere significativamente la propria posizione riguardo alla risoluzione anti-Assad, promossa dalla Lega Araba al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un documento con il quale si richiedono espressamente le dimissioni immediate di Assad e la sua sostituzione con il vicepremier. La pressione è attualmente appoggiata anche dalla Turchia e dall’Arabia Saudita. Assad è sempre più solo.

La revisione della Russia sulla questione siriana è certamente determinata anche dall’urgenza del candidato premier Putin – già accusato di regime – di dissociarsi dalla scomoda figura del presidente siriano. A tal fine, la Russia pare sia pronta ad ospitare un incontro per la destituzione di Assad con  il Consiglio nazionale siriano. Ipotesi che le autorità di Damasco hanno già detto essere disposte a prendere in considerazione.
Sul fronte della Siria, tiene ancora banco la vicenda della first-lady Asma, moglie di Assad, di cui ieri si diceva che avesse tentato di lasciare il paese con l’aiuto delle forze di sicurezza. Ad approfondire la notizia è stato il giornale arabo Al-Masry Al-Youm, secondo cui la signora Assad sarebbe stata bloccata all’aereoporto di Damasco e costretta a tornare indietro dopo un violento scontro a fuoco tra il convoglio istituzionale e alcuni disertori.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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