Shia LaBeouf chiuso in ascensore per 24 ore per il suo #ELEVATE

Londra – Il progetto si chiama #ELEVATE ed è l’ultima follia del protagonista di Transformers, Shia LaBeouf. Il poliedrico performer già noto per alcune apparizioni pubbliche originali, questa volta ha deciso di confinarsi in un ascensore per 24 ore.

Il luogo preposto è stato il sali-scendi dell’Università di Oxford e lo scopo era di incontrare gli utenti del mezzo per scambiare con loro osservazioni, confidenze, chiacchiere. Così è stato, il resto lo racconta il portale Yahoo celebrity.

CHIUSI IN ASCENSORE – La Beouf, aiutato dagli amici artisti Nastja Säde Rönkkö e Luke Turner, ha messo in atto la follia chiudendosi nell’ascensore universitario venerdì per uscirne solo il giorno dopo trascorrendo il tempo in piedi con vari studenti, collaboratori, laureandi impegnati a scambiare con lui concetti filosofici, consigli su come ‘fare le candele’ o ‘mangiare Pop-Tarts’. Il tutto immortalato da qualche selfie e da una mini camera con ripresa viva laddove le voci dell’attore e dei fan si confondono in un vociare comune.

Il video è stato mandato in Rete in diretta e gli spettatori si sono ritrovati ad osservare per la maggior parte del tempo le porte chiuse dell’ascensore ascoltando rumori indistinti. L’effetto è poco attraente, ma di un certo impatto poiché si ha come l’impressione di trovarsi davanti alla porta di una sala al cui interno si svolge una party al quale si è stati invitati ma tenuti fuori.

Se il pubblico che ha assistito al raduno in ascensore non ha trovato di che divertirsi, in compenso LaBeouf ha apprezzato l’incontro con i ragazzi considerandolo molto stimolante. Dice l’attore: gli ultimi 48 mesi sono stati «illuminanti»«Per me significa conoscere persone nuove ed entrare in contatto con loro. Io sono come gli esploratori che hanno come scopo quello di trovare un nuovo mondo, una nuova terra».

 

LE AVVENTURE DI LABEOUF – Sia come sia, LaBeouf ha cercato nuove terre nei modi più disparati, come quando si chiuse dentro un cinema di New York per vedere senza sosta tutti i suoi 29 film o come quando arrivò al red carpet di Berlino con la testa infilata in una busta di carta. La busta riportava quanto segue: «I am not famous anymore». E via così.

Tanto che molti si chiedono a cosa servono queste esperienze mediatiche e c’è chi, maliziosamente, suggerisce siano più tentativi di fare parlare di sé per dare una spinta ad una carriera che non decolla. Comunque lo star-system su una cosa concorda: Shia LaBeouf si è guadagnato il premio all’originalità.

Chantal Cresta

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